[STORIA] 2 dicembre 1805: gli italiani ad Austerlitz

Il 2 dicembre è senza dubbio una giornata “napoleonica”. Nel 1804 in questa data Napoleone si autoincoronò “imperatore dei francesi” ed esattamente un anno dopo si assicurò la corona con la sua più famosa vittoria: Austerlitz. In questa famosa giornata Napoleone (con circa 70mila uomini) sconfisse le forze della Terza Coalizione, composte da circa 80mila soldati austriaci e russi, comandate dai rispettivi imperatori Francesco II e Alessandro I. La vittoria di Napoleone (circa 1300 morti tra i francesi contro 27mila tra morti, feriti e prigioneri nemici) fu totale, provocò la resa dell’Austria e pose le basi per la campagna dell’anno successivo contro la Prussia.

Meno nota è la partecipazione italiana alla battaglia. Soldati italiani erano presenti sia come forze del neonato Regno d’Italia, sia nei reparti francesi reclutati in quei territori della penisola che la Francia aveva annesso direttamente. In questo caso vogliamo ricordare il contributo di un battaglione di tiratori, cioè fanti armati alla leggera e che avevano il compito di agire in formazione sparsa davanti al grosso delle truppe, reclutati in Piemonte e sul corso del Po: i Tirailleurs du Po.

onore fagianai solkolnitz
Tirailleurs du Po rendono gli onori al granaio di Sokolnitz (tra poco spieghiamo di che si tratta). Foto tratta dal sito http://www.tdupo.it

Il battaglione venne ufficialmente costituito il 20 aprile 1803 ed era formato da volontari. Per la campagna del 1805 contro le forze della Terza Coalizione i tirailleurs vennero aggregati alla divisione del generale Legrand facente parte del IV corpo d’armata del maresciallo Nicolas Soult.

Arriviamo quindi al 1° dicembre 1805 vigilia della battaglia. Il piano di Napoleone è assai rischioso: vuole indebolire il suo fianco destro per attirare là il nemico, in modo così di poterlo attaccare e annientare al centro sulle alture di Pratzen. Il fianco destro è occupato proprio dal maresciallo Soult. In particolare la divisione Legrand occupa la posizione più estrema perchè deve difendere i villaggi Kobelnitz, Sokolnitz, Telnitz che sorgono lungo il ruscello Goldbach. I tirailleurs du Po, circa un migliaio di uomini, assieme ai tirailleurs du Corse, difendono il villaggio di Sokolnitz. Il loro obbiettivo è resistere fino all’arrivo dei soldati del maresciallo Davout, che giungono da Vienna. Possiamo immaginare i sentimenti di questi soldati così lontani da casa dopo una campagna che durava da sei mesi, in una fredda notte invernale passata attorno al fuoco dei bivacchi.

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Sokolnitz si trova in basso a sinistra. Illustrazione tratta dal volume “Austerlitz” della casa editrice Osprey

Napoleone attraverso una serie di inganni e trucchi psicologici induce le forze austro-russe ad attaccare il suo fianco destro. Il generale Buxhowden viene messo alla testa di circa quarantamila uomini che hanno il compito di conquistare questi tre villaggi. L’attacco austro-russo fu reso disorganizzato dall’eccessivo numero degli stessi attaccanti e dalla famosa nebbia che si era formata nelle prime ore della mattina del 2 dicembre.

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Il piano di battaglia degli austro-russi si può sintetizzare in termini moderni con un: “asfaltate” i villaggi e i loro difensori. Tratto sempre dal volume “Austerlitz” della casa editrice Osprey

Così lo storico David G. Chandler nella sua famosa opera Le Campagne di Napoleone:

Le prime truppe furono svegliate alle quattro del mattino e, mentre si muovevano verso le loro posizioni, si notò che si era formata una densa nebbia mattutina. Questo fenomeno causò notevole confuzione sull’altra riva del Goldbach, dove le colonne alleate si stavano schierando per l’attacco iniziale e la confusione fu di grande vantaggio per i francesi, durante la prima ora di battaglia (…) Più a nord, nel frattempo, Langeron e Przbysewski stavano dando l’assalto a Sokolnitz. Un pugno di Tirailleurs du Po del generale Mangeron respinse il primo attacco, e fu poi rinforzato dalla XXVI brigata di fanteria leggera che portò la guarnigione ad una forza di 1800 uomini e 6 cannoni. Alle otto e mezzo, però, il fuoco di ben 30 cannoni era stato concentrato sui francesi e, quando gli alleati attaccarono nuovamente con 8000 uomini, essi dovettero cedere e Sokolnitz cadde a sua volta in mano ai nemici.

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Uno dei granai dominanti a Sokolnitz, vicino al castello, il suo possesso fu fieremente combattuto il giorno della battaglia. I Tirailleurs du Po respinsero il primo assalto degli austro-russi. Tratto sempre dal volume “Austerlitz” della casa editrice Osprey

La battaglia per il villaggio di Sokolnitz infuriò per tutta la mattinatà e vide coinvolti un numero sempre maggiori soldati da entrambe le parti. I rinforzi del maresciallo Davout incominciarono ad affluire e portarono aiuto ai nostri Tiratori del Po. Il successo della resistenza in questi villaggi permise a Napoleone, verso le nove del mattino, di lanciare le sue altre forze contro il centro dello schieramento nemico, che era disposto in disordine sulle alture di Pratzen. L’esercito austro-russo venne così spezzato in due e la colonna che aveva attaccato i tre villaggi venne accerchiata verso mezzogiorno. La fine di molti soldati austro-russi fu terribile perchè furono costretti a ritirarsi verso degli stagni ghiacciati più a sud, dove perirono circa un migliaio di uomini.

Ebbe così termine la battaglia, una delle prime in cui i soldati italiani combatterono per Napoleone. I Tirailleurs du Po parteciparono a molti altri scontri (Eylau, Friedland e Wagram) fino a che nel 1811 andarono a formare l’11° reggimento di fanteria leggera che combatte in Russia nel 1812. Il periodo napoleonico in Italia fu molto contrastato: da un lato vi furono molti episodi di resistenza all’invasore francese (ne abbiamo fatto un cenno qui) ma anche molti episodi di esaltazione per i nuovi ideali rivoluzionari. Molti dei carbonari dei futuri moti risorgimentali avevano infatti militato nella Grande Armée o nell’esercito del Regno d’Italia.

Gli appassionati di rievocazione storica saranno contenti di sapere che esiste l’associazione Tirailleurs du Po che ricostruisce le vicende di questo battaglione.


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