[SAGGIO] Le Storie, libro I – Erodoto

Così scrive Sergio Romano, giornalista del Corriere ed ex-ambasciatore, nella prefazione all’opera (l’edizione che ho è quella uscita nel 2010 con il suo giornale e con la traduzione di Augusta Izzo D’Accinni, insomma questa edizione):

Il mondo di Erodoto è una grande spazio di terre, mari e isole in cui i popoli, quando sono privi di risorse naturali o minacciati da un nemico straniero, non esitano ad abbandonare le loro case per creare altre città e altri regni. I loro re sono padroni di terre e di greggi. Sono coraggiosi, scaltri, vendicativi, ma anche capaci di pietà e di saggezza. Intravedono il futuro nei loro sogni e ne chiedono la spiegazione agli oracoli, ma ricevono responsi difficilmente decifrabili. Non intraprendono una spedizione o una guerra senza avere prima sacrificato al loro dio. Ma scoprono ben presto che gli dei sono invidiosi e non vogliono la felicità degli uomini.

La rilettura de “Il mondo di Atene” di Luciano Canfora (di cui ho parlato qui) mi ha spinto a prendere in mano alcuni classici della storiografia greca. Niente di meglio quindi che incominciare dall’inizio, cioè da Erodoto e dal libro I della sua più importante opera, le Storie. Ho intenzione quanto prima di leggere i restanti libri.

Erodoto di Alicarnasso (circa 490-480 a.C. – 424 a.C.) può essere considerato il fondatore della storiografia, dell’antropologia e del giornalismo. Lo stile letterario delle Storie, infatti, ricorda quello di un reportage di un inviato dall’estero. L’attenzione agli usi e ai costumi di un popolo e alle loro origini lo avvicina all’antropologia. Infine, egli fu il primo a ricercare il perché delle cose e a confrontare le testimonianze e le fonti per arrivare alla “verità” dei fatti. Questo lo pone come il primo storico, nonostante una lunga tradizione lo abbia visto più come un raccoglitore di favole. Non pochi infatti considerano Tucidide il primo “vero” storico.

Le Storie sono un coacervo di battaglie, profezie oscure, excursus etnografici, descrizioni architettoniche, storie e storielle gustose a volte piccanti (documenta uno dei primi casi di voyeurismo della storia quando racconta del re di Lidia Candaule che volle che una delle sue guardie spiasse sua moglie nuda) a volte macabre (come quando il re dei Medi Astiage punisce uno dei suoi nobili facendogli mangiare le carni del figlio). Erodoto non perde mai il filo della narrazione. Il suo modo di procedere mi è risultato affascinante e per certi versi post-moderno.

re candaule e gige erodoto jacob jordaens
Re Candaule mostra sua moglie a Gige, di Jacob Jordaens, dipinto che dice molto sui gusti estetici del ‘600 olandese… 

Mi spiego. Erodoto parte da un quesito chiaro, che all’epoca doveva essere la questione: da dove proviene la grande ostilità tra l’Asia e l’Europa che è sfociata nelle guerre persiane? La sua prima risposta è questa: rapimenti di donne da una parte all’altra dell’Egeo. Elena fu la più famosa ma non l’unica e nemmeno la prima: tale dubbio onore spetta ad Io, figlia del re di Argo. Erodoto giunge poi ai tempi più recenti (VI secolo a.C.). Il regno di Lidia, afferma, fu quello che per primo pose in contatto i persiani e i greci; narra quindi di come la dinastia del re Creso prese il potere in Lidia; poi come lo stesso Creso assoggettò i greci dell’Asia Minore; infine, come Creso, spinto dall’oracolo di Delfi, attaccò Ciro sovrano di Persia. La sconfitta di Creso e l’irruzione dei Persiani richiede narrare come i greci dell’Asia Minore gli resistettero e, soprattutto, come Ciro ascese al potere rovesciando l’impero dei Medi (della sua nascita e della sua infanzia, che ricordano molto quella di Romolo e Remo, ho parlato qui). Il libro termina con il racconto del regno di Ciro e un lungo excursus su Babilonia e sulla Persia.

erodoto assassin creed
Erodoto secondo il videogioco Assassin’s Creed: Odyssey, tutto sommato uno dei personaggi storici meno maltrattati.

Le Storie non sono soltanto un affastellamento di fatti e storielle. Erodoto ha una precisa visione della storia e del mondo. E’ fatalista. Gli dei non sono molto diversi dall’uomo e, come lui, sono soggetti al fato, spesso ingannevole e amaro; quando possono, gli dei si rifanno sull’uomo, divertendosi ad ostacolarlo. Ecco perché la fortuna è così mutevole. Così Solone si rivolge a Creso:

O Creso, tu fai domande sulle vicende umane a me che so che la divinità è invidiosa e perturbatrice. Nel corso del tempo molte cose si hanno da vedere che non si vorrebbe, e molte anche da soffrire. A 70 anni infatti io pongo il limite della vita per un uomo…ora di tutti questi giorni compresi in 70 anni, che sono 26250, un giorno non porta assolutamente niente di simile all’altro. Stando dunque così le cose, Creso, l’uomo è in balia degli eventi.

Ancora, quando Ciro chiede a Creso perchè gli ha mosso guerra, lo sconfitto così risponde:

O re, questo io feci per la tua fortuna e la mia disgrazia; ma colpevole di questo fu il dio dei Greci, che mi spinse alla guerra. Poichè nessuno è tanto privo di senno da preferire la guerra alla pace: che in questa i figli seppelliscono i genitori, in quella i genitori i figli. Ma forse a un dio piacque che queste cose andassero così.

E’ curioso notare come la storiografia nasca già fatalista, senza una “giovinezza” di fiducia nei propri mezzi; e come, nonostante questo fatalismo, Erodoto mantenga sempre un atteggiamento di meraviglia e stupore. La sua curiosità, come la nostra, non è mai sazia.

Consiglio la lettura di Erodoto a tutti gli appassionati di storia greca e antica, soprattutto a quelli che amano “perdersi” nella lettura e sono quindi disposti a seguire il “primo storico” nel suo modo di esporre le cose. Si avrà la sensazione di essere in un labirinto ma anche quella di avere una mano amica che ci guida.

Buona lettura!


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3 pensieri su “[SAGGIO] Le Storie, libro I – Erodoto

    1. Grazie! Ottima domanda. Erodoto non ne parla direttamente, però le sue Storie sono la base di quello che poi dirà Platone. Platone dice che fu Solone a leggere la storia di Atlantide in Egitto (gli Egiziani conservavano memoria dei tempi più antichi, al contrario dei Greci) ed Erodoto testimonia sia la figura di Solone sia i suoi viaggi in Egitto.

      E’ un tema vasto che richiederebbe molti approfondimenti…spero di poterne parlare!

      Piace a 1 persona

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