[SAGGIO] Gli errori che hanno cambiato la storia – Gianni Fazzini

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Sviste epocali ed equivoci imperdonabili che hanno portato a tragiche decisioni sbagliate.

Se dicessimo: «Piovono gatti e cani», riusciremmo difficilmente a farci capire dal nostro interlocutore. Eppure avremmo semplicemente tradotto alla lettera un modo di dire inglese che indica una pioggia abbondante. Quando si traduce, è fondamentale prestare attenzione non solo alla lettera ma anche al senso di ciò che si intende comunicare. Sbagli clamorosi nelle traduzioni hanno persino cambiato il corso della storia. Un esempio tra tutti è il bombardamento nucleare su Hiroshima, frutto dell’equivoco sulla parola giapponese mokusatsu. E che dire degli errori nel dispaccio prussiano di Ems (1870), nel trattato di Uccialli (fine Ottocento) o in quello dell’Ebro (fine III secolo a.C.), che portarono a guerre sanguinose e al crollo di imperi? O della svista di un ufficiale inglese che, nel 1944, indusse alla decisione di distruggere l’antica Abbazia di Montecassino? Sono innumerevoli gli esempi di come traduzioni eseguite con superficialità e ignoranza abbiano portato a sviluppi sconvolgenti, tali da imprimere agli eventi un corso differente: sono i casi in cui una sola parola ha cambiato la storia.

I libri di storia, in particolare i manuali, sono soliti presentare i fatti come una successione ordinata di eventi. Questo ha motivazioni didattiche e presenta anche certi vantaggi, ma in generale non aiuta il il lettore a calarsi nel divenire storico. Presenta inoltre un grave difetto: lascia credere che, date certe premesse ad un fatto, le conseguenze fossero inevitabili. Inoltre, questo modo di procedere minimizza il ruolo del caso nella Storia facendoci dimenticare che moltissimi eventi, anche di così importanti da essere stati letali per migliaia di persone, sono stati decisi in realtà decisi da avvenimenti casuali.

Nel novero degli avvenimenti casuali un posto particolare è occupato dalle traduzioni. E proprio del ruolo delle traduzioni nella storia che questo libro dello storico Gianni Fazzini si occupa.

Dalla prefazione di Gianni Onorati:

…sotto la pelle degli avvenimenti che hanno segnato, nel bene ma quasi sempre nel male, lo scorrere dei secoli si insinuano figure di secondo piano, oscuri copisti, anonimi gazzettieri, disinvolti tipografi, ognuno dei quali con i propri errori ha maldestramente influito sugli eventi nei quali ha giocato un ruolo nefasto, anche se di rilevanza minore; nefasto al punto di determinare conseguenze negative e durevoli nella storia dell’umanità.
Fazzini si è dunque cimentato nella individuazione di quei casi in cui il tradimento operato da questi comprimari della storia, generalmente riconducibili alla figura del traduttore, ha deciso perché gli eventi andassero in un senso contrario a quello enunciato nel documento “tradito” e non “tradotto”.

Tradurre perfettamente da un linguaggio all’altro è impossibile perché ogni testo affonda le sue radici nelle lingua e nella cultura in cui è stato scritto. E’ facile quindi dal “tradurre” scivolare nel “tradire”, due verbi che non a caso hanno un suono molto simile.

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L’abbazia di Montecassino bombardata dagli Alleati. Tale avvenimento fu un disastro sotto ogni punto di vista (umano, culturale e per gli Alleati anche strategico e militare) fu dovuta all’errata interpretazione di un ufficiale inglese che, intercettando dei messaggi tedeschi, confuse la parola Abt, cioè Abate, con Abteilung, ovvero battaglione militare. 

Undici sono i casi considerati: che in relazione al peso specifico di ciascuno, Fazzini distingue in due categorie: quella definita dei “grandi drammi” – che sono sei – e quella dei “drammi minori”. In un procedimento a ritroso:
• si parte dal Novecento, con i casi di Montecassino e di Hiroshima;
• per passare all’Ottocento, ove il focus è rivolto alla sconfitta italiana di Adua e alla guerra franco-prussiana;
• segue una finestra sulla seconda guerra punica;
• per chiudere questa sessione con l’epistolario di fine Settecento fra Jefferson e l’italiano Mazzei.

Questa prima parte è anche la migliore del libro, forse perché è la più drammatica. Ci troviamo davvero di fronte a casi in cui un errore di traduzione, non sempre giustificabile dalla impossibilità di comunicazione tra due culture, o, peggio ancora, una deliberata alterazione di un messaggio, sono stati alla base di avvenimenti che hanno portato a migliaia di morti.

La seconda parte del libro è egualmente brillante perché dalla Storia si passa alla scienza e alla letteratura:

Altra musica nella seconda parte del libro, quella dedicata ai casi minori: qui Fazzini si sposta dalla storia alla cronaca, sia questa scientifica, come nel caso dei “canali” di Marte nei quali parecchi astronomi videro le prove dell’esistenza della vita sul Pianeta rosso; sia quella culturale, ed è il caso della simpatica trouvaille occorsa al romanzo di Thomas Mann Der Zauberberg, titolo che la prima traduttrice dell’opera (Bice Giachetti-Sorteni) mutò in La montagna incantata invece che – come avrebbe dovuto – in La montagna magica :e qui si dà il caso di un errore che pur riconosciuto come tale si è imposto anche a molti dei successivi traduttori, per la forza d’inerzia e per ragioni prevalentemente commerciali.

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La mappa dei canali di Marte realizzata dall’astronomo Schiaparelli nella seconda metà dell’800. La traduzione scorretta di canali con l’inglese “canal” (opera artificiale) invece di “channel” (canale naturale) diede avvio a lunghe speculazioni e dibattiti sulla presenza di vita sul Pianeta Rosso, su cui lo stesso Schiaparelli, al contrario di altri, era assai scettico.

La terza parte non è molto dissimile dalla seconda:

Nella terza parte di questa sua vasta ricognizione, l’autore prende in considerazione “travisamenti, imposture e fake news” che nella loro genesi si apparentano ai casi descritti nella prime due sezioni dell’opera, tranne che per le loro dimensioni, spesso riconducibili a diversità di opinioni dottrinali o ideologiche. Anche qui lo spettro dell’indagine è notevolmente ampio: si va dalla gigantesca mistificazione che la Chiesa ha realizzato nella celebre donazione di Costantino a curiosità di tipo lessicale, grammaticale o sintattico come nei casi di Caligola e del suo cavallo “senatore”, a quello delle crociate dei fanciulli o a quello, davvero gustoso, delle “corna” di Mosè.

Per quanto riguarda lo stile l’autore scrive molto bene e con grande scorrevolezza. Non ho mai fatto fatica nella lettura né ho avuto mai bisogno di soffermarmi su qualche passaggio. Anzi, complice il tema interessante, ho letto il libro in una giornata e mezza!

Ricchissima la bibliografia e la sitografia in appendice, dove è possibile trovare letteralmente decine e decine di riferimenti per ogni singolo caso analizzato.

In definitiva, si tratta di un’opera che consiglio a tutti gli appassionati di storia perché unisce una grande cultura, uno stile accattivante e contenuti estremamente ricchi e vari.


Il libro sul sito ufficiale della Newton Compton Editori!

Gli altri saggi di cui ho parlato li trovi in questa pagina!


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3 pensieri su “[SAGGIO] Gli errori che hanno cambiato la storia – Gianni Fazzini

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