[Saggio] ARMIR – Il ritorno dall’oblio

Narrare di Storia ha ospitato in passato i contributi di Giovanni Di Girolamo sulle ricerche del gruppo “Armir – Ritorno dall’oblio”, che è riuscito nell’impresa di scoprire il destino di molti dei dispersi italiani nella campagna di Russia. Tali risultati sono alla base del libro che presentiamo oggi.


ARMIR: Il Ritorno dall’oblioIl lungo lavoro di recupero che riporta alla luce le stelle del Don.
di Giovanni Di Girolamo, Enia Accettura, Cristiano Maggi

Un lungo lavoro di ricerca che ha permesso di ricostruire la storia di trentaquattro militari italiani, di ogni corpo, che fecero parte dell’Armata Italiana in Russia (ARMIR). Il contingente che integrò il Corpo Italiano di Spedizione in Russia (CSIR) partito per la campagna in terra sovietica nell’estate del 1941. Reduci, caduti e dispersi raccontano la tragica vicenda che ancora oggi scuote e colpisce per il profondo dolore e l’immensa perdita. L’oblio come unico segno rimasto in molte famiglia italiane per gli oltre 85.000 che non tornarono e dei quali poco o nulla ancora sappiamo. In questo libro anche il prezioso lavoro di recupero e restituzione alle famiglie di piastrini ritrovati sui campi di battaglia, lungo la via della fuga o nei pressi dei campi di concentramento.
In questo libro i memoriali dei reduci, dei caduti e dei dispersi: Accettura Giuseppe, Anzallo Angelo, Ballani Giuseppe, Baldi Vincenzo, Biffi Anselmo, Brambilla Augusto, Caressa Vittorio, Cassano Vincenzo, Cerato Baldassare, Ceriani Pietro, Cimini Vincenzo, Daghini Carlo Alberto, Dell’Oca Leonino, Dimoro Domenico, Fabbro Giacomo, Felici Alfonso, Ferrari Ettore, Manissero Giovanni Battista, Marziale Capitanio, Miotto Guido, Mosca Giuseppe Plado, Neri Fernando, Odorizzi Attilio, Pascetta Valentino, Perego Pierino, Piva Giocondo, Reggiani Dario, Sessa Mario, Tarducci Arturo, Terzaghi Mario, Traversi Filiberto, Trupo Egidio, Zagato Paolino, Zordan Pietro.

Editore: Tralerighe libri
Pagine: 214
Formato: Cartaceo


In corrispondenza del 79° anniversario della battaglia di Nikolajewka (26 gennaio 1943) giunge notizia della pubblicazione di un nuovo libro, un complesso lavoro di ricerca che ha permesso di ricostruire la storia di trentaquattro militari italiani, di ogni corpo, che fecero parte dell’Armata Italiana in Russia (ARMIR), il contingente che integrò il Corpo Italiano di Spedizione in Russia (CSIR), partito per la campagna in terra sovietica nell’estate del 1941.

A cavallo fra il 1942 e il 1943, mentre il gelido inverno russo calava inesorabile sulle sconfinate lande della steppa, l’ARMIR si trovò investita da una massiccia offensiva dell’Armata Rossa che in una prima fase investì le divisioni di fanteria, obbligandole ad un tardivo e sanguinoso ripiegamento, e successivamente colpì il Corpo d’Armata alpino, decimando i reparti italiani e sancendo di fatto l’epilogo della spedizione italiana sul fronte orientale.

Migliaia furono i Caduti e i Dispersi, come i militari fatti prigionieri e deceduti nel corso delle dure marce e all’interno dei famigerati campi di prigionia. La storia bellica si intrecciò alla sorte di migliaia di giovani soldati e sconvolse la vita quotidiana delle relative famiglie, molte delle quali attesero invano il loro rientro da una guerra che si era rivelata errata e nefasta sin dal suo concepimento.

Nel volume, intitolato ARMIR – Il Ritorno dall’Oblio ed edito dalla casa editrice Tralerighe Libri, gli Autori Giovanni Di Girolamo, Enia Accettura e Cristiano Maggi, danno voce ai protagonisti degli eventi accaduti. Reduci, Caduti e Dispersi raccontano la tragica vicenda che ancora oggi scuote e colpisce per il profondo dolore e l’immensa perdita. L’oblio, come unico segno rimasto in molte famiglia italiane per gli oltre 85.000 che non tornarono e dei quali poco o nulla ancora sappiamo.

Nei memoriali dei soldati i familiari raccontano i dettagli della vita al fronte e offrono agli occhi del lettore uno spaccato di vita familiare, ove si intrecciano i sogni dell’infanzia, gli affetti, i sacrifici per mandare avanti intere famiglie, la lontananza, le sofferenze patite, la mancanza di notizie, le indomite speranze e il triste sconforto. Molte le lettere, come quella scritta alla madre da Carlo Alberto Daghini, sottotenente del 3° reggimento bersaglieri, reduce dalla prigionia.

A seguire la lettera di auguri natalizi inviata alla famiglia dal bersagliere Giocondo Piva e condivisa dal nipote Miro. Probabilmente fu una delle ultime lettere partite dal fronte prima della ritirata. Il 9 dicembre partivano, infatti, una delle ultime tornate della corrispondenza e l’ultima tradotta verso l’Italia.

Sono ricordi preziosi che oggi le famiglie dei soldati hanno desiderato far rivivere, affidandole alle pagine di un libro, impreziosito da un vasto archivio fotografico e documentale, e dai risultati del lavoro che il gruppo coordinato da Enia Accettura porta avanti da anni. Un lavoro alla ricerca di testimonianze inedite e che promuove iniziative di commemorazione su tutto il territorio nazionale, con la collaborazione di volontari, Associazioni d’Arma e Istituzioni locali. Preziosa si è rivelata la collaborazione di Aleksander e Ivan Perminov, che conoscono bene i luoghi degli eventi storici narrati, e che hanno consentito di conoscere molti aspetti della storia dei soldati dell’ARMIR.

Molte persone hanno dato un contributo imprescindibile a questo volume, voluto fortemente da Enia, che dedica ore ed ore alle ricerche in favore dei familiari dei soldati, grazia a collaboratori da ogni parte d’Italia. Cristiano con la sua passione per tutto ciò che è testimonianza storica è un vero cercatore di tesori, di cui cerca di carpire gli aspetti più intimi e personali.

Prezioso il lavoro di Loredana Latronico, che ha curato lo studio della documentazione relativa ai giornali di trincea “Dovunque”, recuperati da Cristiano, catalogando articoli, poesie, vignette ad opera dei soldati italiani, e immergendosi con curiosità e attenzione in ogni storia personale.

Edoardo Chiappafreddo, che ha raccontato i risultati delle rilevanti ricerche effettuate in questi anni, Roberto Venturini che ha supportato il gruppo con le sue ricerche presso gli archivi documentali e le Amministrazioni, Franca Longo, Salvatore Gasparro, e tanti altri.

In primis le famiglie dei trentaquattro protagonisti del libro, che con un desiderio scaturito dal profondo del cuore hanno offerto ai lettori i ricordi dei loro cari, mettendo a nudo tragedie familiari che cagionarono loro una grande e mai sopita sofferenza. E il ricordo accompagni sempre il loro cammino verso l’agognata pace.

Il libro è reperibile presso il sito della casa editrice: LINK.


Alcune delle storie raccontate nel libro (autore Giovanni Di Girolamo):
Umberto, il bersagliere tornato dalla steppa
L’artigliere Paolino Zagato torna a casa
Il “ritorno” dalla Russia del bersagliere Vincenzo Cimini
Altri due piastrini di militari italiani ritrovati in Russia
Tre piastrine di militari italiani tornano finalmente dalla Russia

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