2 settembre 1945: Le parole di Ho Chi Minh – L’indipendenza del Vietnam

Tutti gli uomini sono creati uguali. Sono dotati dal loro Creatore di alcuni diritti inalienabili, tra cui la Vita, la Libertà e la ricerca della Felicità.

No, le frasi che avete appena letto non appartengono alla Dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti, ma sono le prime parole del discorso con cui il 2 settembre 1945, di fronte ad un’immensa folla radunata nell’allora piazza Puginier (oggi piazza Ba Dinh), Ho Chi Minh proclamò la nascita della Repubblica Democratica del Vietnam.

Così il generale Võ Nguyên Giáp avrebbe in seguito ricordato quel giorno:

Hanoi era addobbata di festoni rossi. Un mondo di bandiere, lantere e fiori. Svolazzanti bandiere rosse adornavano i tetti, gli alberi e i laghi. Striscioni erano appesi sulle strade e le vie, recando slogan in vietnamita, francese, inglese, cinese e russo: “Vietnam ai vietnamiti”, “Abbasso il colonialismo francese”, “Indipendenza o morte”… fabbriche e negozi, grandi e piccoli, erano chiusi. I mercati erano deserti. L’intera città, i giovani e gli anziani, gli uomini e le donne, erano scesi in strada. Flussi multicolorati di persone si riversavano nella piazza Ba Dinh da ogni direzione.

Lo straordinario annuncio del 2 settembre era il punto di arrivo di un percorso iniziato molti anni prima. Per Ho Chi Minh, la data è il 5 giugno 1911, quando il futuro leader lasciò il Vietnam alla esplicita ricerca di una soluzione al duro dominio coloniale cui era sottoposto il proprio paese. Per trent’anni, Ho Chi Minh (noto in quegli anni esuli come Nguyen Tat Thanh) avrebbe viaggiato in ogni angolo del globo per osservare e studiare la società dei dominatori bianchi. Come sappiamo, la soluzione che egli trovò fu il socialismo.

Divenuto membro del Partito Comunista Francese, entrò in contatto con l’Unione Sovietica e fece ritorno nel sud-est asiatico intorno agli anni ’30, dove fu tra i fondatori del Partito Comunista Indocinese. Negli anni ’40, Ho Chi Minh colse appieno l’opportunità offerta dallo scoppio della guerra e dall’occupazione giapponese del Vietnam per fondare il Viet Minh (Lega per l’indipendenza del Vietnam) che raccoglieva il partito comunista e le numerose altre organizzazioni che avevano per obiettivo l’indipendenza del paese. Gli anni della guerra furono anni di preparazione di solide basi nelle montagne e della nascita dell’esercito popolare vietnamita (22 dicembre 1944).

Bao Dai, l’ultimo imperatore del Vietnam.

Il 1945 fu uno degli anni più tragici della storia vietnamita. La fine della Francia di Vichy, a cui i giapponesi occupanti avevano lasciato l’amministrazione del paese, comportò l’occupazione diretta del Vietnam e la creazione di uno stato fantoccio, “L’impero del Vietnam”, guidato da Bao Dai, già sovrano nominale sotto i francese. L’impero del Sol Levante era tuttavia agli sgoccioli. La combinazione di disastri ambientali, disorganizzazione politica e requisizioni di cibo comportò, tra ’44 e ’45, un tremenda carestia che falcidiò circa il 10% della popolazione vietnamita (le stime oscillano tra 400mila e 2 milioni di morti).

Nell’agosto del 1945, la notizia dell’imminente resa del Giappone alle potenze alleate segnò l’arrivo del momento atteso. In una situazione estremamente fluida e critica, in cui gli Alleati avevano assegnato alla Cina nazionalista di occupare il nord del Vietnam e ai britannici il Sud, con il compito di disarmare i giapponesi e poi di riconsegnare il tutto ai francesi, il Viet Minh si sollevò in armi, occupò la capitale, costrinse Bao Dai all’abdicazione e fu proclamato un governo provvisorio.

Torniamo quindi sul palco eretto al centro della piazza Bah Dinh in quella assolata giornata d’inizio settembre. Riporto per integro il discorso di Ho Chi Minh.

Vo Nguyen Giap e Ho Chi Minh nei primi anni ’40.

Tutti gli uomini sono creati uguali. Sono dotati dal loro Creatore di alcuni diritti inalienabili, tra cui la Vita, la Libertà e la ricerca della Felicità. Questa dichiarazione immortale è stata fatta nella Dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti d’America nel 1776. In un senso più ampio, ciò significa: tutti i popoli della terra sono uguali dalla nascita, tutti i popoli hanno il diritto di vivere, di essere felici e liberi. La Dichiarazione della Rivoluzione francese del 1791 sui diritti dell’uomo e del cittadino afferma anche: “Tutti gli uomini nascono liberi e con uguali diritti, e devono sempre rimanere liberi e avere uguali diritti”. Queste sono verità innegabili.

Tuttavia, per più di ottant’anni, gli imperialisti francesi, abusando dello standard di libertà, uguaglianza e fraternità, hanno violato la nostra patria e oppresso i nostri concittadini. Hanno agito contrariamente agli ideali di umanità e giustizia. Nel campo della politica, hanno privato il nostro popolo di ogni libertà democratica. Hanno applicato leggi disumane; hanno istituito tre regimi politici distinti nel nord, nel centro e nel sud del Vietnam al fine di distruggere la nostra unità nazionale e impedire che il nostro popolo si unisse.

Hanno costruito più prigioni che scuole. Hanno ucciso senza pietà i nostri patrioti; hanno annegato le nostre rivolte in fiumi di sangue. Hanno incatenato l’opinione pubblica; hanno praticato l’oscurantismo contro il nostro popolo. Per indebolire la nostra razza ci hanno costretti a usare oppio e alcool. Nel campo dell’economia, ci hanno derubato fino al midollo, impoverito la nostra gente e devastato la nostra terra. Ci hanno derubato delle nostre risaie, delle nostre miniere, delle nostre foreste e delle nostre materie prime. Hanno monopolizzato l’emissione di banconote e il commercio di esportazione. Hanno inventato numerose tasse ingiustificabili e ridotto la nostra gente, soprattutto i nostri contadini, in uno stato di estrema povertà.

Hanno ostacolato la prosperità della nostra borghesia nazionale; hanno sfruttato senza pietà i nostri lavoratori. Nell’autunno del 1940, quando i fascisti giapponesi violarono il territorio dell’Indocina per stabilire nuove basi nella loro lotta contro gli alleati, gli imperialisti francesi caddero in ginocchio e consegnarono loro il nostro Paese.

Così, da quella data, il nostro popolo è stato sottoposto al doppio giogo dei francesi e dei giapponesi. Le loro sofferenze e miserie sono aumentate. Il risultato è stato che dalla fine dello scorso anno all’inizio di quest’anno, dalla provincia di Quảng Trị al nord del Vietnam, più di due milioni di nostri concittadini sono morti di fame. Il 9 marzo, le truppe francesi sono state disarmate dai giapponesi. I colonialisti francesi o sono fuggiti o si si sono arresi, dimostrando che non solo erano incapaci di “proteggerci”, ma che, nell’arco di cinque anni, avevano venduto due volte il nostro Paese ai giapponesi.

In diverse occasioni prima del 9 marzo, la Lega Việt Minh ha esortato i francesi ad allearsi con essa contro i giapponesi. Invece di accettare questa proposta, i colonialisti francesi hanno intensificato a tal punto le loro attività terroristiche contro i membri del Việt Minh che prima di fuggire hanno massacrato un gran numero dei nostri prigionieri politici detenuti a Yên Bái e Cao Bằng.

Nonostante tutto ciò, i nostri concittadini hanno sempre manifestato nei confronti dei francesi un atteggiamento tollerante e umano. Anche dopo il putsch giapponese del marzo 1945, la Lega Việt Minh ha aiutato molti francesi ad attraversare la frontiera, ha salvato alcuni di loro dalle carceri giapponesi e protetto vite e proprietà francesi.

Dall’autunno del 1940 il nostro Paese aveva infatti cessato di essere una colonia francese ed era diventato un possedimento giapponese. Dopo che i giapponesi si furono arresi agli alleati, tutto il nostro popolo si sollevò per riconquistare la nostra sovranità nazionale e per fondare la Repubblica Democratica del Vietnam. La verità è che abbiamo strappato la nostra indipendenza ai giapponesi e non ai francesi.

I francesi sono fuggiti, i giapponesi hanno capitolato, l’imperatore Bảo Đại ha abdicato. Il nostro popolo ha spezzato le catene che per quasi un secolo lo hanno incatenato e ha conquistato l’indipendenza della Patria. Il nostro popolo allo stesso tempo ha rovesciato il regime monarchico che ha regnato supremo per dozzine di secoli. Al suo posto è stata istituita l’attuale Repubblica Democratica.

Per questi motivi noi, membri del Governo Provvisorio, in rappresentanza dell’intero popolo vietnamita, dichiariamo che d’ora in poi interrompiamo ogni rapporto di carattere coloniale con la Francia; aboliamo tutti gli obblighi internazionali che la Francia ha finora sottoscritto a nome del Vietnam e aboliamo tutti i diritti speciali che i francesi hanno illegalmente acquisito nella nostra Patria.

L’intero popolo vietnamita, animato da uno scopo comune, è determinato a lottare fino alla fine contro ogni tentativo dei colonialisti francesi di riconquistare il nostro Paese. Siamo convinti che le nazioni alleate che a Tehrān e San Francisco hanno riconosciuto i principi di autodeterminazione e uguaglianza delle nazioni, non rifiuteranno di riconoscere l’indipendenza del Vietnam. Un popolo che da più di otto anni si oppone coraggiosamente alla dominazione francese, un popolo che in questi ultimi anni ha combattuto fianco a fianco con gli Alleati contro i fascisti, un tale popolo deve essere libero e indipendente.

Per queste ragioni, noi, membri del governo provvisorio della Repubblica Democratica del Vietnam, dichiariamo solennemente al mondo che il Vietnam ha il diritto di essere un Paese libero e indipendente – e di fatto lo è già. L’intero popolo vietnamita è determinato a mobilitare tutte le proprie forze fisiche e mentali, a sacrificare le proprie vite e proprietà per salvaguardare la propria indipendenza e libertà.

Divisione amministrativa dell’Indocina Francese

Le ultime parole di Ho Chi Minh furono tristemente profetiche. La strada per l’indipendenza del Vietnam fu costellata da due sanguinosissimi conflitti: il primo contro il ritorno dell’occupante francese (1946-1954), il secondo contro la potenza degli USA, che appoggiavano il regime “repubblicano” costituitosi nel Sud (1965-1975). Dopo lotte infinite, massacri e l’uso di armi terribili, il Vietnam avrebbe trovato una relativa pace solo nei primi anni ’80, dopo l’occupazione di Saigon (30 aprile 1975 e definitiva riunificazione del paese) e il respingimento dell’attacco cinese nel 1979, eventi a cui Ho Chi Minh non poté assistere, essendosi spento nel 1969.

Oggi, nella piazza Ba Ðình, dove furono pronunciate le parole sopra riportate, sorge il Mausoleo di Ho Chi Minh.


Traduzione del discorso di Ho Chi Minh (di Giulio Chinappi)

Raccolta di foto dell’epoca

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