[INTERVISTA] Jordi Diez Rojas, il bardo degli Indios

 

 

Ho avuto modo di fare una interessantissima chiacchierata intercontinentale con Jordi Díez Rojas, autore del romanzo Anacaona in cui la scoperta delle Americhe è rievocata dal punto di vista degli Indios che la subirono. Il tutto è nato dalla lettura del romanzo, che ho recensito qualche tempo fa. Come ben sapete sono anch’io uno scrittore ed ero perciò estremamente interessato a capire come Jordi si fosse approcciato al problema di rendere “narrativamente interessante” la Storia con la S maiuscola. L’intervista è il sunto della chiacchierata.

Jordi Díez Rojas è nato in Catalogna, Spagna, nella città di Terrassa. Viaggiatore, fotografo e scrittore: si è a tal punto innamorato dell’America Latina da trasferirsi nella zona caraibica della Repubblica Dominicana, a cui rende omaggio con il suo ultimo romanzo, Anacaona. La sua opera prima, La virgen del Sol, ha avuto un ottimo successo di critica e pubblico e ha catturato migliaia di lettori in Europa e in America. Il suo secondo romanzo, Il Pendolo di Dio, è stato accolto con entusiasmo dai lettori, che lo hanno consacrato come uno dei romanzi in lingua spagnola più venduti nel mondo, in versione digitale.


  • Benvenuto a Narrare di Storia, Jordi! Sono anch’io uno scrittore, uno di quelli che ha cominciato prima di andare a scuola, perciò ti chiedo in modo diretto: perchè scrivi, cosa ti spinge a farlo?

Scrivo perchè leggo. Penso di aver imparato a leggere prima di camminare, e questo ha reso la mia testa piena di storie che alla fine devono essere raccontate.

  • Passiamo ad Anacaona. Quale è stato lo spunto iniziale che ti ha portato a scrivere questa storia?

Lo spunto iniziale è stato dato dalla lettura del resoconto scritto da uno dei personaggi del romanzo, Ramon Paner, storicamente esistito e la cui vita è accertata almeno nel periodo della seconda spedizione di Colombo. Da lì ho poi riscoperto la storia di Anacaona.

  • Mi ha incuriosito la scelta stilistica di alternare il punto di vista tra terza persona e prima persona, puoi parlarcene? Ho notato l’assenza di un punto di vista tra gli “antagonisti”, se così possiamo chiamarli, è una scelta voluta?

Per poter raccontare tutta la storia che avevo in mente e su cui mi ero documentato ho avuto la necessità di inserire più punti di vista. Il punto di vista degli “antagonisti”, che preferisco definire semplicemente persone con una mentalità “differente”, è assente perché esso è già molto conosciuto in Spagna, dove sull’epoca della conquista e sui conquistadores si è scritto tantissimo, oltre ad essere ben presente a scuola. Era quindi meno interessante presentare un punto di vista già conosciuto. In altri paesi europei come l’Italia, invece, il punto di vista dei conquistadores è sicuramente meno conosciuto a favore di altri.

  • Anacaona è senza dubbio un romanzo storico ben documentato. Hai usato fonti primarie come diari, libri e resoconti o libri più recenti? Puoi suggerirci qualche titolo che ti ha aiutato?

Quasi tutto quello che è accaduto prima del 1492 su Hispaniola può essere conosciuto solo con difficoltà perché non è stato registrato né tramandato oralmente. Per il resto mi sono basato sui diari e i resoconti dell’epoca, soprattutto l’opera di Ramon Paner e anche alcune recenti mostre che hanno raccolto i reperti superstiti del popolo Taino. Ecco alcune opere che mi sono state utili.

Arte taíno, Editor: Santo Domingo, DO : Banco Central de la República Dominicana, Diciembre 1983
Mitología Taína o Eyeri Ramón Paner y la Relación sobre las Antigüedades de los Indios: El primer tratado etnográfico hecho en América. Editorial Nuevo Mundo.
Historia del almirante (Cronicas De America / America Chronicles), Hernando Colon
LOS COMPAÑEROS DE DON CRISTÓBAL COLÓN EN SU SEGUNDO VIAJE A LAS INDIAS, M.ª Montserrat León Guerrero, Instituto Interuniversitario de Estudios de Iberoamérica y Portugal (UVa)
Estudios sobre América Siglos XVI-XV, Virginia Martín Jiménez, Universidad Valladolid. AEA 2005
Historia de las Indias, Fray Bartolomé de las Casas, Selección José Miguel Martínez Torrejón
Voces de Bohío, Vocabulario de la cultura taína. Archivo General de la Nación, Colección Cuadernos Populares. Rafael García Bidó
La cruz del Santo Cerro y la batalla de la Vega Real, Rectificaciones Históricas. Dr. Apolinar Tejera.Estudios Colombinos.
La historia de las Indias: las aportaciones del padre Las Casas sobre los indios Taínos. Emelina Martín Acosta, Universidad de Burgos.

COVER ANACAONA
Il romanzo in cui scopriamo che la Storia può superare la fantasia, purtroppo…
  • Quando gli Indios vedono le armi di metallo degli Europei ne rimangono stupiti e affermano che anche loro, una volta, conoscevano tale segreto. Questo particolare mi ha molto incuriosito, spero tu possa dirci qualcosa di più.

Certo. Da una leggenda del popolo Taino si può intuire che, in un passato più o meno lontano, fossero giunti sull’isola degli indios dalle altre isole o dal continente, dove invece l’ottone e la sua la loro lavorazione erano noti. L’isola di Hispaniola però non possiede tali minerali e la sua tecnica di lavorazione andò perduta e fu sostituito dall’oro, che veniva lavorato in lamine.

  • Più in generale, come è vista oggi nell’opinione pubblica dei paesi centroamericani la conquista europea del Nuovo Mondo?

Non c’è grande attenzione perché la gente ha altri problemi e altre priorità come la sanità, la criminalità e l’economia. I paesi europei sono più ricchi e possono quindi permettersi di fare “riflessioni filosofiche”.

  • Passiamo alla domanda più importante, quale messaggio hai voluto trasmettere con la storia e la descrizione della protagonista Anacaona?

Raccontare una storia degli indios Taino e della loro cultura pressoché sconosciuta al grande pubblico, sia qui nella Repubblica Dominicana che in altri paesi.

  • Progetti futuri? Cosa stai scrivendo o hai intenzione di scrivere? Ti ringrazio in anticipo per il tempo dedicato e per le risposte!

Mi sono dedicato a vari progetti esplorando generi anche diversi da quello storico. In particolare sto scrivendo un noir.

Grazie Jordi per il tempo e la disponibilità, ti auguriamo altri successi per il futuro!


Lasciamo qualche link!

Pagina Facebook in italiano del romanzo
Recensione di Anacaona

 

2 pensieri su “[INTERVISTA] Jordi Diez Rojas, il bardo degli Indios

  1. Interessante intervista, vorrei aggiungere quella che è stata la mia impressione traducendo l’opera, ed è che l’autore abbia voluto forse inconsciamente, come è normale negli artisti veri, dare voce agli indios dimenticati dalla storia e in parte anche dai loro stessi eredi; venendo dall’Europa e vedendo le cose con maggiore chiarezza da chi invece vive tutti i giorni immerso nella realtà attuale dell’America centrale, e per di più essendo spagnolo e avendo accesso alle fonti originali scritte in castigliano ha goduto di un punto di vista privilegiato che gli ha consentito di scrivere questa interessante opera, credo unica nel suo genere. Proprio per questo la scelta artistica di lasciare “fuori dai giochi” i conquistadores: non solo perchè il loro punto di vista è già largamente noto e studiato, ma anche e soprattutto per rispetto dei taino, perché finalmente la loro voce risuonasse chiara e forte. Grazie Jordi.

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