“Albert Einstein. Nella sua scienza la sua vita” – di Andrea Castelli

Dove saremmo oggi se Lord Kelvin avesse avuto ragione quando nel 1900 affermò che in fisica non c’era più nulla di nuovo da scoprire e che non restava altro da fare se non eseguire misure sempre più precise? Raramente o forse mai un giudizio tanto perentorio si rivelò essere totalmente falso. Era la quiete prima della tempesta: in poco meno di trent’anni, la nostra comprensione del mondo fisico compì uno strabiliante balzo in avanti. Mai abbiamo imparato così tanto in così poco tempo. E ciò fu possibile perché tra i principali protagonisti di questa nuova era della conoscenza scientifica c’era lui, Albert Einstein.
Dalla sua prodigiosa capacità di dialogo con la natura presero forma fondamentali lavori e geniali teorie che sconvolsero alle fondamenta la fisica allora nota, permettendoci oggi di poter guardare al funzionamento dell’Universo con occhi del tutto nuovi.
Einstein ha indelebilmente marchiato con le sue scoperte gran parte della tecnologia odierna e ha completamente ridisegnato il nostro modo di fare fisica, al punto da essere quasi unanimemente considerato, già quando era in vita, la personificazione stessa della genialità. Non c’è dubbio che ci siano stati un “prima” e un “dopo” di lui.
In questo volume ripercorreremo i settantasei anni della sua turbolenta e intricata vita e andremo alla scoperta di straordinari risultati scientifici che molto spesso restano all’ombra delle due celebri teorie della relatività. Perché Einstein è solo un po’ relatività e, soprattutto, non solo relatività.

Data di uscita: 7 aprile 2022.
Formato: Brossura.
Editore: Diarkos.
Pagine: 288.
Il libro sul sito dell’editore


La vita e l’opera dello scienziato tedesco di origine ebraica Albert Einstein (1879-1955) godono tuttora, ad un secolo di distanza, di una meritatissima fama. Agli innegabili contributi scientifici, che pongono Einstein nell’olimpo dei più grandi scienziati di ogni tempo, si è sommata, per varie ragioni, una popolarità straordinaria anche e soprattutto tra i non addetti ai lavori.

È proprio da considerazioni simili che prende avvia questa biografia scientifica del fisico tedesco scritta da Andrea Castelli. Oggi come un secolo fa la figura di Einstein ormai anziano – lunghi capelli spettinati, baffi e sorriso, il tutto condito magari dalla famosa linguaccia – è per antonomasia quello dello scienziato geniale e al tempo stesso svagato e tra le nuvole. Il “mito” di Einstein è però andato oltre, fino a divenire una vera e propria figura pop, cui non di rado vengono attribuite parole o citazioni mai pronunciate. Questo è dovuto a meriti dello stesso Einstein, ma anche al particolare “clima” del primo dopoguerra, cioè quando le prime conferme della Relatività Generale divennero di pubblico dominio e la comunità scientifica, dopo la chiusura ostile del 1914-1918, si era riaperta al confronto internazionale. La figura percepita come anticonformista di Einstein divenne da subito simpatica al grande pubblico. Così come il mondo era stato stravolto dalla guerra, si pensava, lo stesso stava accadendo per la scienza, dove uno scienziato tedesco osava scalzara le venerate teorie dell’inglese Isaac Newton.

Ma qual è la realtà oltre il mito? Quali sono stati i contributi fondamentali alla scienza e al sapere umano da parte del fisico tedesco? Einstein fu altrettanto ammirevole nella vita privata? A queste domande risponde con particolare acume il libro di Castelli. L’autore non si limita a ripercorrere le tappe biografiche della parabola di Einstein. Anzi, non è questo il focus del libro: come recita uno dei sottotitoli dell’opera, “nella sua scienza la sua vita“. L’interesse dell’autore è quindi per la scienza di Albert Einstein. La parte biografica, intesa come cronistoria della vita, intervalla i capitoli dedicati ai contributi scientifici dello scienziato tedesco.

Albert Einstein con la prima moglie Mileva Marić

Passiamo dunque alla parte tecnica della recensione, facendo però prima una premessa. Chi vi scrive ha una formazione scientifica e possiede quindi i titoli minimi per parlare di Albert Einstein, delle sue teorie e giudicare come esse, quindi, siano state esposte dall’autore del libro. Grande merito di Castelli è quello di illuminare l’aspetto più importante del genio del fisico tedesco:

Grazie a lui [Einstein], non si trattò più di scoprire esclusivamente due facce di uno stesso fenomeno, ma piuttosto di scavare a fondo nel significato dei concetti fisici per poter descrivere la realtà a un livello epistemologicamente superiore, arrivando alla formulazione di un quadro concettuale sempre più generale in grado di racchiudere al suo interno le precedenti teorie come caso limite. Fu quasi certamente la straordinaria capacità di Einstein di scorgere asimmetrie e contrapposizioni nella descrizione dei fenomeni fisici ad alimentare questa spinta all’unificazione e anche a conferire una sostanziale unità all’intero programma di ricerca einsteiniano che, come accennato in precedenza, prese avvio già a partire dal suo primo articolo scientifico nel dicembre del 1900.

Con questo spirito vengono analizzate le principali scoperte (e gli errori) di Einstein. I quattro articoli del famoso annus mirabilis, il 1905, sono illustrati in dettaglio. Ogni lavoro viene inserito nel contesto del dibattito dell’epoca e in quelle che erano le conoscenze pregresse: in modo corretto, Castelli individua la vera rivoluzione costituita dal primo lavoro dell’anno 1905 (Un punto di vista euristico sulla produzione e la trasformazione della luce), quello in cui Einstein spiegò l’effetto fotoelettrico e che gli valse poi il Nobel del 1921.

Ma l’apice del contributo einsteiniano del marzo 1905, che va ben oltre la spiegazione dell’effetto fotoelettrico, consiste nell’aver conferito significato fisico a ciò che Planck aveva scoperto: il quanto di luce era un aspetto della realtà e non un semplice artificio matematico. La natura corpuscolare, quantizzata, della luce è quindi una sua caratteristica intrinseca, che non si manifesta solo nei processi d’interazione con la materia.

Prendiamo come ulteriore esempio il terzo articolo di quell’anno meraviglioso, ovvero Sull’elettrodinamica dei corpi in movimento, che presentò al mondo la teoria poi nota come “Relatività ristretta” o anche “Relatività speciale”. Castelli illustra i prodromi di tale teoria: dall’esperimento di Michelson-Morley alla teoria dell’elettromagnetismo di Maxwell viene evidenzatia l’impossibilità di accordare tali risultati con le trasformazioni galileiane (utili in meccanica classica). Da questo, siamo con naturalezza condotti a comprendere la necessità di cambiare tali trasformazioni per includere il risultato sperimentale della costanza di c, velocità della luce. In questo modo, la teoria einsteniana è resa accessibile anche al lettore profano, cioè a colui che non abbia alcuna conoscenza fisica o solo vaghe memorie liceali. Castelli, infatti, fa un uso molto limitato delle formule nel testo.

Nel libro non vengono ovviamente nascosti gli “errori” dietro cui andò Einstein a partire dagli anni ’20: la “costante cosmologica”, introdotta ad hoc per preservare un’evoluzione stazionaria dell’universo; la contrapposizione con Niels Bohr sulla interpretazione della nascente meccanica quantistica (in questa occasione fu detta la famosa frase “Dio non gioca a dadi“).

Dietro quell’innocuo “Riksi nascondono decine di equazioni…

Un altro punto di merito del libro è quello di riportare i più recenti sviluppi sperimentali delle scoperte di Einstein: dalle onde gravitazionali, previste già da Einstein nel 1916 ed osservate nel 2015 da una collaborazione degli esperimenti e dei laboratori (tutt’altro che piccoli!) di LIGO e VIRGO agli studi negli anni ’70 sul peso molecolare di alcune sostanze contenute nel latte, l’autore illustra in questo modo la diversa fortuna delle teorie di Einstein.

In definitiva, il libro è consigliato a tutti gli appassionati e curiosi dell’opera dello scienziato tedesco, anche se sprovvisti di un background di conoscenze fisiche, che può aiutare, ma non in modo fondamentale. Il ricco apparato di note (miracolosamente disposte in fondo alla pagina e non a fine libro!) e la precisa bibliografia consentono anche al lettore più esperto in materia (come colui che vi scrive) di scoprire qualcosa di interessante e di nuovo.


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