6-12 settembre 1914: La battaglia della Marna in 8 mappe

La battaglia della Marna fu l’evento decisivo per l’evoluzione della prima guerra mondiale, perché negò una rapida vittoria ai tedeschi sul fronte occidentale. La guerra di movimento, caratteristica del primo mese di guerra, ebbe fine e, dopo la “corsa al mare” dell’ottobre-novembre sucessivi, ebbe inizio la guerra di trincea, con tutti i suoi orrori e massacri.

Ricostruiamo il primo mese di guerra attraverso sette mappe che ho tratto dal libro I generali delle sciabole di Correlli Barnett.

I protagonisti

I comandanti in capo da sinistra a destra: il capo di stato maggiore tedesco Helmuth von Moltke (1848-1916), nipote del vincitore di Sadowa e Sedan; il comandante della prima armata tedesca Alexander von Kluck (1846-1934); il capo di stato maggiore francese Joseph Joffre (1851-1931); il comandante del British Expeditionary Force sir John French (1852-1925).

1. Il piano Schlieffen

Rinforzate l’ala destra!

Concepito dal capo di stato maggiore tedesco Alfred von Schlieffen, la sua attuazione avrebbe permesso di sconfiggere la Francia in sei settimane; fatto questo, le truppe tedesche avrebbero potuto volgersi ad est contro la Russia, che si riteneva avrebbe impiegato due mesi per la mobilitazione generale. Il piano si basava sull’invasione di Belgio ed Olanda, neutrali, e su un movimento aggirante del fianco destro che doveva correre ad ovest di Parigi e poi a sud.

2. Schieramenti nell’agosto 1914

I tedeschi schierarono sette armate. La prima, comandata da von Kluck e la seconda (von Bulow) erano le più forti e contavano rispettivamente 320mila e 260mila uomini. In totale i tedeschi avevano quasi 1,6 milioni di uomini: il più imponenente schieramento mai effettuato sino ad allora dall’uomo. I francesi contrapponevano cinque armate per un totale di circa 1,2 milioni di uomini
C’erano poi il BEF (British Expeditionary Force o CSB nella mappa) forte di 130mila uomini e l’esercito belga (220mila uomini di cui solo 120mila soldati regolari).

3. Le direttive del 27 agosto

Von Moltke cambia il piano strategico. Le cinque armate tedesche che dal Belgio, non senza difficoltà, sono passate in Francia devono avanzare dritte davanti a loro; il movimento verso sud-ovest della I armata e la successiva conversione ad est per accerchiare Parigi vengono abbandonati.

4. Il “collo di bottiglia” della Marna

Il generale Von Kluck della I armata attua gli ordini in modo differente e, convinto di poter cogliere alcuni importanti successi tattici accerchiando il nemico di fronte a sè, sposta l’asse di movimento dei suoi uomini verso sud-est. Lo scostamento dal piano Schlieffen è ormai totale…

5. Il piano di Joffre

Il movimento di von Kluck ha esposto il fianco destro tedesco. Il piano del generale francese Joffre punta ad attaccare i lati del “saliente” creatosi a causa della irregolare avanzata tedesca. Decisivo è il ruolo della VI armata francese del generale Maunoury, nata il 26 agosto, formata da corpi presi dalle altre armate.

6. Il movimento di Von Kluck

Accortosi della presenza di un forte nemico alle proprie spalle, von Kluck è costretto a ritirarsi e rischierare le proprie truppe con una conversione a 90 gradi. La resistenza del quarto corpo d’armata evita l’irrompere dei francesi, che vengono poi respinti.

7. La battaglia della Marna

La ritirata di von Kluck ha spezzato il fronte tedesco. Nella “breccia” di circa 35 km tra la I e la II armata tedesche si infilano i soldati del corpo di spedizione britannico. Una serie di malintesi e di atteggiamenti prudenti, uniti alle scarse comunicazioni, portano le due armate a ritirarsi su linee separate, allontanandosi sempre di più. E’ da notare che in tutta questa fase il ruolo del comandante supremo von Moltke, privo ormai di riserve da gettare nella mischia, fu limitato. Tra il 9 e il 10 settembre le due armate, mai veramente sconfitte, iniziano a ritirarsi verso nord, verso l’Aisne, ove giungono il 13 dopo scontri di retroguardia. E’ la fine della battaglia della Marna, i cui numeri di perdite sono ancora “piccoli” se confrontati alle successive ecatombi: 67mila morti tedeschi, 80mila francesi e 1700 britannici, oltre a numerosi feriti e prigionieri.

Prima di concludere, una cosa che non è emersa dalle mappe è l’errore che commise von Moltke di trasferire due corpi d’armata della seconda armata di Bulow sul fronte orientale, dove i russi avevano fatto irruzione a metà agosto. Ironia della sorte tali reparti, distolti dal fronte occidentale, giunsero troppo tardi per poter dare un contributo alla battaglia di Tannenberg (di cui abbiamo parlato in quest’articolo).

8. I piani per il dopoguerra

Dal libro La storia fatta con i se di Robert Cowley (BUR, 2003) traggo quest’ultima mappa con i piani germanici per il dopoguerra: annessione del Lussemburgo, Belgio ridotto a stato fantoccio, Olanda semiautonoma, demilitarizzazione francese fin quasi a Parigi e creazione di piazzeforti tedesche ovunque, in particolare sul canale della Manica.


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