[STORIA] Piccolo intrigo rinascimentale

di Carlo Cavazzuti


Nelle ricerche storiche a volte si approda a veri e propri piccoli misteri. Un documento che non si sa da dove venga o un reperto scomparso da un museo perché archiviato male sono purtroppo fatti all’ordine del giorno ovunque nel mondo.
A volte però si arriva a scoprire misteri di altro genere, più vicini ai grandi polizieschi moderni o ai libri di Ian Fleming, ma forse, proprio per questo più frustranti per chi la Storia la studia.
Una pergamena male archiviata prima o poi salterà fuori, ma quando sai che non c’è un documento che possa aiutarti a scoprire di più, malamente, devi rassegnarti a non aver soddisfatta la curiosità perché è Storia solo ciò che da qualche parte è scritto.
Sono innumerevoli le domande storiche senza risposta, molte forse lo rimarranno per sempre, per altre troveranno, un giorno, un documento o un reperto che potrà spiegarle, chi lo sa.

Giovanni dalle Bande Nere
Giovanni dalle Bande Nere

Ecco a voi, quindi, un caso da risolvere che per il momento non può bene essere spiegato, e che vede alcune delle famiglie più famose del rinascimento italiano prese tra uno strano intrigo.
Useremo un poco di immaginazione per tornare indietro nel tempo, vi presenterò i personaggi e vi esporrò i fatti come se fossi un Hercule Poirot vestito di un lucco di broccato di seta. Sarete poi voi a decidere se la mia ricostruzione dei fatti possa essere sufficiente o, per volervi ingannare, vi ho taciuto delle prove.


Torniamo ora alla fine di gennaio del 1527. Già da oltre un anno è stata fondata la lega di Cognac: Francia, Venezia, Firenze e San Pietro sono i principali alleati contro Carlo V, l’imperatore sul cui dominio non tramonta mai il sole.
Siamo in un accampamento militare allestito per l’inverno dalle parti di Rivalta, nel piacentino. Qualche migliaio di lanzichenecchi è accampato per tutta la zona, le chiese sono diventate stalle e ostelli, la popolazione civile è terrorizzata dai saccheggi. Si dice che a giorni arriverà da Milano il conestabile di Francia Carlo di Borbone, generalissimo delle truppe imperiali in Italia, con altri fanti tedeschi, cavalieri e i tercios spagnoli dell’imperatore Carlo V, per proseguire a Sud attaccando Firenze e poi Roma.

   Ecco già un fatto che ci salta agli occhi: il conestabile di Francia è generalissimo dell’imperatore contro il suo stesso re. Ebbene sì, i cugini francesi si erano scontrati fortemente per questioni di terre, titoli ed eredità e si erano lasciati in malo modo tanto che solo un paio di anni prima Carlo, duca, aveva catturato Francesco, re, durante la battaglia di Pavia.

Georg von Frundsberg
Georg von Frundsberg

Ma torniamo a noi, al nostro accampamento militare immerso nella neve e nel freddo invernale, anzi, ancor meglio, torniamo ai nemici di quei lanzichenecchi, da uno che aveva spie nel loro campo.
Francesco Guicciardini, governatore di Modena, Reggio Emilia e Parma, commissario generale dell’esercito pontificio. Ha circa quarantaquattro anni, è un uomo importante sia a Firenze, sua città natale, che a Modena punto da cui governa le terre assegnategli e coordina l’esercito di San Pietro.

Francesco Guicciardini
Francesco Guicciardini

Ha una moglie, Maria Salviati e tre figlie: Simona, Laudomia e Elisabetta, che si vociferava possa diventare la futura moglie del giovanissimo Cosimo de Medici, figlio di Ludovico di Giovanni de Medici, detto Dalle Bande Nere, morto a seguito delle sue ferite solo alcuni mesi prima di quando ci troviamo noi adesso. Il buon condottiero delle Bande Nere era a sua volta sposato con la nipote omonima di Maria Salviati citata di poco sopra a queste righe.

   Il Guicciardini è furbo e ha spie ovunque nel campo nemico. Una di queste gli riporta un fatto strano. Ecco cosa scrive il commissario papale a messer Cesare Colombo il 26 gennaio 1527:

   Li andamenti di Lorenzo Salviati sono stati questi: andò nel campo de’ Lanzichenechi quando passorono, e fece quello impiastro col Lodrone, il quale non so come stia, ma so bene che il Lodrone dice pubblicamente, che il parentado è fatto…

Solo il 29 gennaio, lo stesso Guicciardini, scrive di nuovo a messer Colombo:

   Come vi scrissi iersera, io desidero intendere, quello che io ho detto a Iacopo Salviati di Lorenzo suo figliuolo, come vuole che io me ne governi; e li andamenti suoi de’ dì passati, e questo caso d’ora, e anche certe altre cose che ho inteso questa mattina, mi fanno tenere per certo che la intelligenza che ha fatta con costoro sia fondata in sull’averli a venire alla volta di Firenze, ed anche potrebbe essere che in tale caso lui si mettessi fra loro, perché dà suoi esce che gli hanno dato partito.

Eccoci qui dunque a uno dei fatti principali della nostra storia: un incontro segreto tra due personaggi in campo avverso. Andiamo a vedere chi sono questo Lorenzo Salviati e questo Lodrone.

Ludovico Lodron, nobile e condottiero trentino
Ludovico Lodron, nobile e condottiero trentino.

Lorenzo è un senatore e patrizio fiorentino, figlio di Jacopo Salviati gonfaloniere di giustizia di Firenze e ambasciatore per questa a Roma dal Papa. Naturalmente vi sarà già saltato agli occhi il cognome del buon Lorenzo: Salviati, parente della moglie del Guicciardini che scrive.

Approfondiamo un poco chi sono gli appartenenti a questa famiglia. Parteciparono alla congiura dei Pazzi, ma in modo marginale tanto che poi Lorenzo il Magnifico diede in sposa sua sorella a Jacopo Salviati, padre del Lorenzo di questa faccenda e padre della Maria andata in sposa al condottiero Medici. Jacopo è anche padre di altri due uomini che in questi giorni del 1500 hanno un peso non da poco: il primo è Giovanni, suo primogenito che è cardinale in Francia e la cui firma, assieme a quella del Francesco I re di Francia, è nei documenti che sanciscono proprio la lega anti imperiale che ha dato vita alla guerra.

Il secondo è Bernardo, poco più che ventenne, ma già presbitero e Gran Priore di Roma del Sovrano Militare Ordine di Malta, i vecchi ospitalieri per intenderci. Lorenzo, come i suoi fratelli e sorelle è anche, per via materna, cugino del papa che proprio ora siede sul seggio di Pietro: Clemente VII al secolo Giulio Zanobi di Giuliano de’ Medici.

Clemente VII
Clemente VII, papa dal 1523 al 1534.

Il buon Jacopo Salviati, padre di Lorenzo, è oggi a Roma e per questioni poco chiare vede ogni dì avvicinarsi le porte delle segrete di Castel Sant’Angelo.

   Ludovico Lodron invece è un conte trentino. Fin da giovane si è dato al mestiere delle armi facendosi un nome di rilievo tra chi guida una condotta. È al campo dei lanzichenecchi perché è secondo in comando a quella grande banda di fanti. Il primo a dare gli ordini è suo cognato: Georg Frundsberg il famigerato condottiero, il capo supremo dei lanzichenecchi che loro stessi chiamano “Padre” che secondo leggenda avesse appresso un cappio d’oro e altri di seta porpora per appiccare il papa e i cardinali.
Lorenzo è un uomo furbo, è riuscito a convincere il cognato ad aggirare le sue terre durante la discesa dei fanti dal Trentino lasciando i suoi feudi tra gli unici a non aver avuto danni dai saccheggi. Non è solo un uomo di spada, ma anche di forte intrigo.

Bernardo Salviati
Bernardo Salviati, nominato cardinale molti anni dopo i fatti di questo articolo.

Lorenzo e Ludovico sono entrambi scapoli e entrambi hanno una sorella da maritare. Da quello che dicono le spie del Guicciardini i due uomini si incontrano, stanno assieme non si sa quanto e già dal giorno dopo il Lodrone parla apertamente di parentame stabilito. Chissà di chi con chi.

   Lasciamo ora questi protagonisti e facciamo avanzare i giorni.

Impero carlo V

Carlo di Borbone arriva, l’esercito dell’imperatore si riunisce e muove a Sud, ma… ma uno degli obbiettivi principali della guerra, la città di Firenze, viene del tutto ignorata. L’esercito imperiale muove verso Roma e nel maggio dello stesso anno la Città Santa cade. Il Frundsberg non ci sarà, distrutto da un colpo apoplettico nei pressi di Modena, ma il Lodrone comanderà le truppe assieme a Carlo di Borbone che lascerà la vita a Roma colpito da un colpo di archibugio.

I pochi Cavalieri Ospitalieri di stanza a Roma non appaiono se non molto marginalmente tra coloro che difesero la città. Il 5 giugno 1527 papa Clemente VII sancisce la pace e tra le firme del trattato due ci tornano agli occhi: Ludovico Lodron e Jacopo Salviati, il padre di Lorenzo.

Da lì a poco Firenze viene blandamente assediata dall’esercito imperiale per dar fede alla nuova alleanza con il papa al quale la città si era ribellata. Tra coloro che sono presenti alla resa della città toscana c’è di nuovo un Salviati: Jacopo, padre del Lorenzo che andò al campo dei lanzichenecchi. Carlo V verrà incoronato a Bologna nel 1530, dopo oltre dieci anni dalla sua elezione, e si incontrerà con il papa nella stessa città nel dicembre del 1532 e guarda caso, proprio Ludovico Lodron e Jacopo Salviati sono presenti all’incoronazione e tra i consiglieri dei due grandi monarchi al loro incontro: il primo per Carlo, il secondo per Clemente.

Lo stemma di casa Medici
Lo stemma di casa Medici

Nel 1537, dieci anni dopo la presa di Roma, ripristinata da Carlo V la signoria medicea Firenze, proprio il nipotino del nostro Jacopo e Lorenzo Salviati, figlio di Maria Salviati e Ludovico di Giovanni De’ Medici delle Bande Nere, Cosimo I De’ Medici diviene duca di Firenze e poi primo Granduca di Toscana.

Però, perché nelle storie di intrighi c’è sempre un però, i nostri due maneggioni Ludovico Lodron e Lorenzo Salviati non sono mai diventati parenti.   

Ludovico Lodron sposerà il 18 settembre 1536, Ursula von Cles, figlia di Aliprando, Barone di Cles, nipote del vescovo-principe di Trento. Tradito dal capitano generale Giovanni Catzanier, che fuggì abbandonandolo, il Lodron morì a Osijek, combattendo eroicamente per l’imperatore contro i turchi, il 9 ottobre 1537. Si dice che la sua testa sia stata portata come trofeo per Solimano a Costantinopoli.

Lo stemma dei Lodron
Lo stemma dei Lodron.

Lorenzo Salviati sposerà Costanza Conti, figlia di Giovanni Battista Conti, signore di Valmontone e Ginevra Pico della Mirandola, a sua volta imparentata, da parte di padre, con la famiglia Farnese, l’unica famiglia nobile filopapale che non ebbe il palazzo saccheggiato durante i giorni duri della presa di Roma. Loro figlio sarà Anton Maria Salviati, cardinale e nunzio apostolico in Francia.

Allora, se non imparentati, perché Lodron e Salviati rimangono protagonisti, legati tra loro, della storia italiana di quel decennio?

Maneggi politici come questi, dove accordi e contro accordi, tradimenti e truffe facevano grandi le famiglie rovinandone altre nella lotta per il potere. Ecco la risposta.
Forse non sapremo mai cosa successe davvero tra Lorenzo Salviati e Ludovico Lodron, non sapremo mai su cosa fecero il loro impiccio, forse vi ho mentito o ho taciuto certi fatti e c’è molto di più.
A voi storici di professione e amanti della storia trovare il bandolo della matassa tra lettere cifrate, carteggi e rapporti delle guerre d’Italia della Lega di Cognac.            


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