[INTERVISTA] Rafael Téllez Romero, il presente ha un cuore antico

A sinistra: Diego Velázquez – “El Almuerzo”, 1618, Hermitage, San Pietroburgo
A destra: Foto dell’autore


Qualche tempo fa ho avuto modo di recensire un bellissimo romanzo storico di ambientazione spagnola, Buffone e Bastardo. Un nano alla corte di Filippo IV . Oggi sono perciò lieto di presentare un’intervista al suo autore, Rafael Téllez Romero, grazie alla fondamentale intermediazione della traduttrice dello stesso romanzo, Alice Croce Ortega.

Autore: Rafael Téllez Romero è nato a Siviglia (Spagna) nel 1973, è laureato in Filosofia e pedagogista; ha collaborato come terapeuta in diversi progetti rivolti a persone con disabilità e soggetti a rischio di esclusione sociale. Come membro del collettivo Guadaltintero è coautore di due raccolte di racconti: La Guerra Nuestra e Palomares 66; inoltre ha scritto tre romanzi: Pellegrini di Shambala (2014), Buffone e Bastardo (2014) e Expedientes Taylor (2016), quest’ultimo non ancora disponibile in italiano.


  • Benvenuto a Narrare di Storia, Rafael! Sono anch’io uno scrittore, uno di quelli che ha cominciato prima di andare a scuola, perciò ti chiedo in modo diretto: perché scrivi, cosa ti spinge a farlo?

È una spinta interiore e anche una tradizione. Mi è sempre piaciuto raccontare storie e barzellette, la definirei una tradizione familiare di narrativa orale che ho imparato proprio in seno alla mia famiglia. Mio padre mi parlava sempre della sua infanzia, dei suoi viaggi, delle sua famiglia e raccontava sia storie che lo riguardavano che altre sentite raccontare da persone anziane. Mia madre mi raccontava fiabe in continuazione, all’ora di pranzo e all’ora di andare a letto. Inoltre aveva un gran senso dell’umorismo, mi insegnava un sacco di barzellette che poi mi faceva raccontare.

Riguardo la tecnica di scrittura, il suo esordio avvenne un po’ più tardi: ho scritto racconti e poesie durante l’adolescenza e ho partecipato ad alcuni concorsi senza infamia e senza lode; finché un giorno decisi di pubblicare un diario di viaggio sotto forma romanzata, ed è stato proprio durante la redazione del romanzo che mi sono formato nelle tecniche di scrittura creativa. A quel punto i diversi pezzi del puzzle cominciarono a trovare ciascuno il proprio posto: l’ispirazione e la creatività vanno benissimo, ma bisogna saper dare loro forma, in modo che possano raggiungere il lettore.

Riassumendo, credo di poter dire che scrivo come pulsione, come passione, ma anche per comunicare e per raggiungere il lettore, l’altro: l’esercizio solitario e intimista della scrittura è completo solo quando il lettore contribuisce con la sua parte, un romanzo è qualcosa che si fa in due.

  • Passiamo al tuo romanzo “Buffone e Bastardo”. Quale è stato lo spunto iniziale che ti ha portato a scrivere questa storia? Cosa ha rappresentato questo romanzo nella tua eclettica carriera?

Mi sono sempre piaciuti i buffoni, l’umorismo per me è molto importante come strumento di critica e trasformazione sociale. Il buffone, malgrado sia una figura marginale, ha il permesso di dire la verità in faccia al re. Il Secolo d’Oro spagnolo è un periodo storico che mi interessa molto, sono un lettore accanito delle avventure del “Capitano Alatriste”, di Arturo Pérez-Reverte, e ho sempre desiderato indagare sulla vita quotidiana dei buffoni di corte a quei tempi. Gli Asburgo hanno sempre amato avere schiere di buffoni a corte e lo dimostra la vasta documentazione icnografica costituita dai ritratti realizzati dal grande pittore Diego Velázquez. Durane le mie ricerche su questi buffoni, ne scoprii uno in particolare, don Diego de Acedo, “il Cugino”, un buffone dall’aspetto serio circondato di libri e dell’occorrente per scrivere. A partire da quell’input, il romanzo ha preso forma.

  • Mi ha incuriosito la scelta stilistica di alternare diversi punti di vista in prima persona. Sempre da scrittore ma anche da appassionato studioso di tecniche narrative, ti chiedo: come mai questa scelta? 

Ho cominciato a scrivere il libro in terza persona, ma mi sono reso conto che in quel modo non riuscivo ad ottenere quello che cercavo: la mia intenzione era quella di mettermi nei panni di un nano del XVII secolo e vedere il mondo attraverso i suoi occhi, guardare tutto dal basso e superare le difficoltà insieme a lui. Allora ho cominciato a narrare in prima persona e ho notato che il testo guadagnava forza. Alcuni amici lessero la prima bozza e mi dissero di aver apprezzato molto lo stile narrativo, quindi decisi di continuare così e di scrivere qualche capitolo qua e là dal punto di vista di alcuni dei personaggi secondari, e di farlo senza preavviso. Ha funzionato: quando il lettore si abitua alla voce narrante del protagonista, cambiare il narratore suscita sorpresa, rinfrescando l’interesse e aumentando il ritmo, oltre ad apportare informazioni aggiuntive che non potremmo vedere attraverso gli occhi del protagonista.

A sinistra: Ritratto del Conte Duca de Olivares, 1624, olio su tela, pare opera giovanile di Diego Velázquez, Museu de Arte de São Paulo, Brasile

A destra: Diego Velázquez, Ritratto di Felipe IV di Spagna, olio su tela, 1624 Metropolitan Museum of Art, New York

  • Buffone e Bastardo è un romanzo storico ben documentato. Hai usato fonti primarie come diari, libri e resoconti o libri più recenti? Puoi suggerirci qualche titolo che ti ha aiutato?

Le fonti primarie che ho utilizzato per questo romanzo non sono state necessariamente scritte, mi sono basato molto sull’osservazione delle opere di Diego Velázquez esposte al Museo del Prado che illustrano la vita alla corte di Filippo IV e su tutte le informazioni reperibili presso il museo stesso; consiglio vivamente di visitare la loro pagina web. Poi la lettura del Gran Memorial, o Memoriale Segreto del Conte Duca de Olivares: è un testo molto ricco ed interessante da cui si evince con chiarezza la visione del Valido e la sua volontà di guidare il re verso il rafforzamento dell’unione territoriale della Spagna a fronte dei diversi movimenti separatisti. È molto interessante vedere come, nel 1624, in Spagna esistessero problemi molto simili a quelli attuali in quanto a coesione territoriale. Un’altra lettura molto istruttiva è quella delle Sette Parti, che offre una prospettiva molto completa sul funzionamento della legge a quei tempi, e sul potere assoluto che il marito aveva sulla moglie. Leggi molto antiche che, in qualche modo, sono ancora vive nell’inconscio collettivo del popolo spagnolo, una sorta di memoria atavica.

  • La figura del nostro protagonista, il nano don Diego de Acedo, è una figura storicamente esistita. Quanto c’è di vero nel tuo romanzo  e quanto di inventato?

Effettivamente, don Diego è realmente esistito; non voglio fare spoiler ma gli intrighi di palazzo e il personaggio di questo buffone intelligente, affascinante e che si era conquistato la fama di “terribile rubacuori” presso le dame di corte, sono reali. I fatti fondamentali di cui si parla sono realmente accaduti, e la funzione dei buffoni come confidenti e “uomini di piacere” erano realtà. Quando ci addentriamo nei particolari e nei rapporti interpersonali veri e propri, nell’epica del romanzo, la creatività e l’immaginazione prendono invece il sopravvento. Ma non dobbiamo avere alcun dubbio sull’esistenza di don Diego e sulla sua importanza a corte. Attualmente la polemica si é riaccesa, in quanto nemmeno i tecnici del Prado riescono a determinare con chiarezza se don Diego de Acedo sia raffigurato in uno o in due dei quadri dipinti da Velázquez.

  • Passiamo alla domanda più importante, quale messaggio hai voluto trasmettere con questo romanzo?

Questo romanzo é una rivendicazione del ruolo degli umili e degli emarginati contro i potenti. Nel romanzo c’è un protagonista intelligente e sensibile apparentemente destinato ad un ruolo secondario a causa della sua condizione e alla sua origine, ma compaiono anche altri personaggi inizialmente emarginati ma che sanno superare le difficoltà e servirsi della loro apparente marginalità come di un’arma. C’è anche una critica delle atrocità commesse nei confronti dei gitani. E la condanna della crudeltà delle punizioni e della vita sulle galee; erano tempi molto duri.

  • La Spagna ha avuto un grande passato di potenza imperiale e mondiale. Come è vista oggi questa eredità e questa storia nella opinione pubblica e a livello popolare?

Per certi aspetti, questo romanzo vorrebbe essere uno specchio, un paradigma della Spagna attuale. Vi si riflette con chiarezza il conflitto dovuto al separatismo catalano e le tensioni dovute alle posizioni estremiste sia del centralismo che del separatismo. Si parla anche del terribile flagello costituito dalla violenza di genere, la disuguaglianza sociale, lo sfruttamento degli animali; è storia, e ciò che non si riesce a superare, torna inevitabilmente.

  • Progetti futuri? Cosa stai scrivendo o hai intenzione di scrivere? Ti ringrazio in anticipo per il tempo dedicato e per le risposte!

Sono alle prese con la redazione di alcuni racconti brevi del Dr. Taylor, investigatore del paranormale che affronta diverse avventure, ma in seguito all’interesse suscitato e ai giudizi positivi raccolti da Buffone e Bastardo ho pensato all’eventualità di mettere in cantiere, anche se non subito, una nuova avventura di don Diego de Acedo, vedremo! 

Grazie Rafael per il tempo e la disponibilità, ti auguriamo altri successi per il futuro!

Grazie a te e ad Alice, è un vero onore che persone come voi considerino interessante il mio romanzo e mi aiutino a farlo conoscere in un paese vicino e che ha condiviso così tante fasi storiche con la Spagna.


 

Lasciamo qualche link!

Pagina Facebook in italiano del romanzo
Recensione di “Buffone e Bastardo”
Il blog dell’autore

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...