[STORIA] Bellifortis – di Carlo Cavazzuti

Presento oggi un altro articolo di Carlo Cavazzuti, maestro di scherma storica, autore del saggio Gladiatoria e del romanzo storico Jean (di cui ho parlato qui). Questa volta, dopo aver parlato della figura del cavaliere medievale (qui l’articolo) ci occupiamo del Bellifortis, un famoso manuale (o compendio) di tecnologia militare scritto agli inizi del ‘400 dall’ingegnere Konrad Kyeser. Uno dei punti di interesse dell’opera sono le illustrazioni, che rivelano conoscenza degli scritti antichi ma anche una notevole dose di immaginazione, fantasia e a volte premonizione sugli sviluppi futuri della tecnologia militare.

Buona lettura!


Konrad Kyeser, chi era costui?

Chi ha a che fare come me con vecchi manoscritti da museo forse ha idea di chi fosse, gli altri potrebbero scoprirlo qui; per il suo tempo è stato probabilmente uno degli scienziati più famosi d’Europa.
Dobbiamo tornare indietro di poco meno sette secoli per assistere alla sua nascita, per la precisione dovremmo trovarci a Eichstätt il 26 agosto 1366.
Non si sa moltissimo sulla sua vita giovanile, in realtà sulla sua vita in generale, si può immaginare che frequenti la scuola latina della sua città. Sappiamo che passa diverso tempo sul territorio italiano e per la precisione a Padova dove studia da medico e dove si presume vivesse a corte con funzioni anche diplomatiche.

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Konrad Kyeser da un’illustrazione del Bellifortis.

Ah, allora questo articolo tratta di un manoscritto di medicina medioevale, direte voi. Invece no.
Ai tempi gli indirizzi universitari erano davvero molti meno che ora e se ti interessavi delle Scienze, medicina era un’ottima scelta, anche se magari il tuo obbiettivo era studiare l’astronomia.
Konrad fa più o meno la stessa cosa finché nel 1394 Bonifacio IX, al secolo Pietro Tomacelli, il papa di Roma (meglio specificarlo visto che in quegli anni di papi ce n’erano due: uno a Roma e uno ad Avignone) chiama la cristianità a una crociata contro i turchi in Bulgaria, ormai confine stabilito tra le due grandi religioni. I regnanti si organizzano tanto da firmare una tregua nella Guerra dei cent’anni, accorrono alla chiamata da metà più della metà del mondo cristiano; ecco allora che Konrad, poco meno che trentenne parte al seguito delle truppe crociate partecipando attivamente alle battaglie e all’assedio di Nicopoli, prendendo, come tutti i presenti, la sua buona dose di legnate. Però qui qualcosa succede, non sappiamo bene cosa, ma già nel 1402 Konrad è in esilio in Boemia in un paesino sperduto sui monti nelle vicinanze di Praga. Cosa abbia fatto per essere relegato lì, ancora non ci è dato saperlo, ma sta di fatto che è uno dei pochi dati certi sulla sua vita.

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Mi sembra proprio un carro falcato. 

Laggiù mette mano al calamo, e assieme ad un anonimo illustratore fa nascere Bellifortis (il testo originale è custodito nella biblioteca universitaria di Göttingen e catalogato come Cod.Ms. philos.63).
Scritto inizialmente per re Venceslao, fu infine dedicato a re Roberto di Germania divenendo un vero e proprio best seller dell’epoca, che verrà copiato e ricopiato, ampliato e tradotto per più di due secoli e mezzo, facendo sì che ora sia uno dei manoscritti medioevali di cui si conservano più copie al mondo.
Un poco vi ho ingannato prima, il libro parla anche di magia e di medicina; contiene diversi accenni alle più comuni cure e anche diverse prescrizioni mediche tra cui bagni di vapore e soggiorni alle terme, e anche qualche formula e invocazione da usarsi in casi più ostici, ma tutto questo è solo la sezione più misera del testo, la maggior parte di esso è dedicata all’ingegneria bellica e civile.

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Su questo non avanzo ipotesi!

Sebbene il suo lavoro non mostri le conoscenze tecniche del suo tempo essendo una sorta di catalogo piuttosto che un vero e proprio manuale di ingegneria, tuttavia, ha assunto selettivamente le conoscenze dal passato fino a Vitruvio con il De architectura, dal tempo dell’imperatore Augusto, e ha mostrato in varie aree una notevole lungimiranza per il futuro mischiando antichità, contemporaneità e una visione oserei scrivere quasi profetica.
Sono dieci capitoli, per più di duecento pagine illustrate, organizzati come le enciclopedie bizantine coeve, con un indice riassumibile così:

  1. Carri;
  2. Macchine e tecniche d’assedio;
  3. Macchine idrauliche;
  4. Elevatori;
  5. Armi da fuoco;
  6. Armi da difesa;
  7. Meraviglie e curiosità;
  8. Fuochi ’artificio bellici;
  9. Fuochi d’artificio ludici;
  10. Attrezzi da lavoro.

In queste dieci sezioni si trovano davvero oggetti che ancora oggi possiamo vedere tra noi e altre cose mirabolanti per il 1400, che saranno realizzabili a pieno solo un secolo e mezzo dopo o ancora oltre: strani carri da guerra con fattezze antropomorfe e rostri, carri armati trainati a mano, da cavalli o rudimentali motori meccanici, torri d’assedio allungabili a soffietto, mulini ad acqua, navi in grado di muoversi autonomamente sfruttando la corrente contraria o ingranaggi vari, racchette da neve, giubbotti salvagente, ascensori e fontane eoliche, mute da palombaro, cannoni, spingarde, razzi e anche un povero gatto incendiario.

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Uomini rana del Medioevo!

L’influenza del lavoro di Konrad Kyeser si ritroverà nell’ingegneria europea sino al XVIII secolo influenzando le grandi menti che, come il nostrano Da Vinci, scopiazzeranno un poco da questo testo, vendendo alcune delle opere come proprie.
Magari denigrare il lavoro di Leonardo da Vinci in un anno come il 2019 non starà benissimo, ma osservando diverse tavole del Bellifortis paragonandole a quelle del Codice Atlantico si potrebbe pensare a un plagio, forse non è stato così ma possiamo sicuramente dire che il buon toscano ha per lo meno preso grossi spunti per le sue macchine da quelle di Kyeser, specialmente per alcune cose, tanto che in alcune sue lettere lo cita più volte.
In fondo, come scrisse Manzoni: “Ai posteri l’ardua sentenza”, fate una veloce ricerca per immagini on line e traete le vostre conclusioni.
Si può dire che l’opera di Konrad Kyeser arriva anche sino a noi con il cinema di Paul Verhoeven, nella precisione con “Flesh+Blood”, un film storico del 1985 (che tra le altre cose consiglio vivamente), dove un paio delle invenzioni del nostro Kyeser vengono utilizzate durante un assedio per come erano pensate nel testo.

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Quando c’è la bonaccia o non ci sono rematori, è tempo di girare una manovella!

E dopo il Bellifortis? E dopo non lo sappiamo bene che fine ha fatto, le sue tracce si perdono in giro per la Boemia e non si è certi nemmeno della data e del luogo di morte. Quel che rimane di lui è un ritratto e uno libro splendido, con una longevità oserei dire quasi unica, che ancora una volta ci insegna che i Secoli Bui non erano poi così bui.  


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