[STORIA] Se Alessandro Magno… – Scenari ucronici

Se fosse stato Filippo a conquistare l’Asia e non suo figlio Alessandro come sarebbe cambiata la storia?

Se Clito il Nero non avesse salvato la vita di Alessandro alla battaglia del Granico…?

Se la freccia dei Malli fosse stata più precisa e Alessandro fosse morto nel 326 a.C…?

Se Alessandro Magno non fosse morto nel giugno del 323 a.C.…?

La storia non è fatta con i “se”, tuttavia ciò non ci impedisce di provare ad immaginare cosa sarebbe successo se i fatti fossero andati diversamente. E’ altrettanto innegabile, infatti, che in molti momenti storici sarebbe bastato poco perchè certi avvenimenti  non si verificassero. Questo filone della storia e della narrativa è chiamata “ucronia” o “storia alternativa” (anche “what if” in inglese) e conta una tradizione lunghissima: il primo a fare storia alternativa è infatti lo storico romano Tito Livio, nel IX libro della “Storia di Roma dalla sua fondazione.” Tale tipo di analisi, oltre alla forte suggestione, è anche utile come riflessione storica.

In questo articolo vado pertanto ad immaginare e descrivere rapidamente vari scenari di storia alternativa legati alla vita di Alessandro Magno. Lo spunto iniziale mi è stato fornito dal romanzo Alessandro Magno e l’aquila di Roma, inviatomi dalla Newton Compton con cui collaboro. L’autore, lo spagnolo Javier Negrete, parte proprio dallo scenario di Tito Livio e… per saperne di più, qui c’è in anteprima la recensione del romanzo.

Faccio una premessa: ho tralasciato quegli “e se…” che ho considerato non verosimili storicamente. Ad esempio, non ho trattato un quesito come “se i soldati di Alessandro non si fossero rifiutati di proseguire…” perchè quella non fu una casualità ma una precisa conseguenza di anni di fatiche, marce e battaglie senza alcun speranza di vederne un giorno la fine.

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Anch’io volevo scrivere un romanzo ucronico su Alessandro Magno e Roma, ma Javier Negrete mi ha anticipato!

1. Se fosse stato Filippo a conquistare l’Asia?

Filippo venne assassinato nell’ottobre del 336 a.C. al banchetto per le nozze di sua figlia Cleopatra (sorella di Alessandro) con un altro Alessandro, il re d’Epiro. L’assassino fu una delle sue guardie del corpo, Pausania di Oreste, ucciso poco dopo il fatto dalle guardie del re. In quel momento, i piani di Filippo per l’invasione dell’impero persiano erano già avanzati. Aveva infatti inviato in Asia Minore un’armata di 10mila uomini al comando di Parmenione con il compito di preparare l’invasione. La battaglia di Cheronea, inoltre, gli aveva assicurato la tranquillità (almeno temporanea) delle città stato greche.

Dunque, immaginiamo che l’attentato non abbia luogo o che venga sventato. In entrambi casi, Filippo avrebbe iniziato l’invasione l’anno successivo, nel 335 a.C., in anticipo su quello che fece il figlio nel 334 a.C. (Alessandro dovette soffocare prima varie rivolte e stabilizzare il suo potere). La domanda che ne segue è: Filippo avrebbe avuto lo stesso successo del figlio? Avrebbe annientato il più grande impero dell’epoca in pochi anni? Probabilmente sì. L’esercito macedone, la sua falange dalle lunghe picche, la cavalleria pesante dei Compagni, i reparti di fanteria leggera, tutte queste armi erano già state create da Filippo stesso.

Forse Filippo, che all’epoca era già ben oltre la cinquantina, non avrebbe guidato personalmente le cariche di cavalleria contro il re avversario che furono decisive ad Isso e Gaugamela. Forse avrebbe incontrato più difficolta in alcuni assedi. Forse non avrebbe avuto la forza fisica, data l’età, di arrivare sino in India.  Tuttavia, nutro pochi dubbi sulle possibilità delle forze persiane di resistere in campo aperto contro Filippo.

Infine, conseguenza secondo me più importante: il mito di Alessandro non sarebbe mai esistito. Il mito quindi di un giovane condottiero che supera tutto e tutti, che cerca di additare un nuovo modo di vivere (e anche convivere) a Greci e Persiani non sarebbe esistito. Giulio Cesare non avrebbe mai pianto a 33 anni, come racconta un famoso aneddoto, invidiando ciò che Alessandro aveva fatto già alla sua età. Al suo posto, avremmo avuto il mito di Filippo. Come sarebbe stato? Possiamo solo immaginarlo: il mito di un uomo che si è letteralmente creato da solo, partendo da una situazione familiare e dinastica estremamente precaria. Un mito forse anche più grande di quello di Alessandro. Ma Filippo avrebbe mostrato la stessa intelligenza di Alessandro nel cercare di includere i persiani e gli altri popoli? Probabilmente sarebbe rimasto legato ai costumi macedoni da cui lui e i suoi generali provenivano. L’ellenismo non avrebbe avuto la stessa diffusione intercontinentale che ebbe storicamente.

D’altra parte, immaginiamo un Alessandro ascendere al trono quando Filippo ha già conquistato un’ampia fetta d’Asia. Il giovane re avrebbe forse avuto possibilità di spingere le conquiste anche oltre l’India o di rivolgersi ad Occidente. L’impero sarebbe stato ancora più grande di quanto non fu in realtà!

2. Se Clito il Nero non avesse salvato la vita di Alessandro alla battaglia del Granico…?

Come racconta lo storico greco Arriano nella Anabasi di Alessandro (Libro I, 15, 6-8, traduzione di Francesco Sisti):

Nella mischia ad Alessandro si spezzò la lancia. Ne chiese un’altra ad Aretis, staffiere al seguito del re; ma anche a lui si era troncata la lancia, pressato nel combattimento, e si difendeva gagliardamente con il troncone spezzato e, mostrandolo ad Alessandro, lo esortava a chiederla a un altro. Demarato di Corinto, uno degli eteri, gli dette la sua. Alessandro l’afferrò e, visto Mitridate, genero di Dario, cavalcare molto avanti agli altri e condurre con sè come un cuneo di cavalieri, si slanciò anche lui a cavallo innanzi agli altri; e colpì con la lancia al volto e buttò giù da cavallo Mitridate. Frattanto, Resace avanzò contro Alessandro e lo colpì alla testa con la spada. Spezzò in parte l’elmo, che però riuscì a frenare il colpo. Con un colpo di asta al petto, che penetrò attraverso la corazza, Alessandro abbattè anche lui. Standogli dietro Spitridate aveva già alzato la spada per colpirlo, ma Clito figlio di Dropide lo prevenne e con un colpo di spada gli fracassò la spalla. Nel frattempo, i reparti di cavalleria, via via che prendevano terra, dopo aver traversato felicemente il fiume seguendo la corrente, si univano alle truppe di Alessandro.

La Storia è anche questione di attimi. Se Clito fosse arrivato con un istante di ritardo e Alessandro fosse morto alla prima battaglia, cosa sarebbe accaduto?

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La battaglia del Granico di Charles Le Brun. Al centro si può vedere il condottiero macedone minacciato da Spitridate e Clito che accorre in aiuto del suo re.

L’invasione con tutta probabilità sarebbe stata annullata, soprattutto perchè l’esercito, ancora vicino casa, poteva ritirarsi abbastanza agevolmente. La questione della successione (Alessandro era senza figli) avrebbe subito dopo scosso la Macedonia, diviso l’esercito e dato opportunità alle città stato greche di ribellarsi ancora una volta. Ma, al contrario di quanto accaduto dopo la morte di Filippo, la Macedonia non avrebbe avuto una guida salda e sicura per riaffermare la sua egemonia. In sostanza, ritengo che la fortunata combinazione avutasi negli anni 336-334 a.C., cioè il mondo greco finalmente unito (anche se riottosamente) contro il nemico persiano, avrebbe potuto non verificarsi più. La Grecia sarebbe quindi riscivolata nelle infinite guerre di logoramento che avevano preceduto l’ascesa della Macedonia. La Persia non sarebbe mai stata conquistata.

Procedendo, la ricostruzione alternativa si fa ovviamente più nebulosa. I romani si sarebbero affacciati un secolo dopo nella penisola greca e l’avrebbero inglobata. Dopo? Avrebbero attaccato l’impero persiano? Difficile fare ipotesi.

3. Se la freccia dei Malli avesse ucciso Alessandro nel 326 a.C…?

Un altro episodio poco ricordato, in cui il condottiero macedone andò nuovamente vicino ad una morte prematura, fu durante le ultime fasi della campagna indiana, quando Alessandro scalò quasi da solo le mura di una città dei Malli, popolazione locale che si opponeva strenuamente agli invasori macedoni.

Prendo ancora da Arriano (VI, 9, 3-):

Poichè gli sembrava che i Macedoni incaricati di portare le scale si muovessero pigramente, Alessandro strappò di mano la scala a uno dei portatori e, addossatala al muro, salì riparandosi tutto rannicchiato sotto lo scudo. Dietro a lui seguiva Peucesta, che portava lo scudo sacro, quello che Alessandro aveva preso dal tempio di Atena a Ilio e che faceva portare sempre dinanzi a sè in battaglia; dopo, sulla stessa scala saliva Leonnato la guardia del corpo, mentre su un’altra scala saliva Abrea, uno dei soldati con doppia paga. Già il re era sugli spalti del muro e, appoggiandovi lo scudo, ricacciò all’interno alcuni Indiani, mentre altri ne uccise con la spada, facendo il vuoto in quel tratto di muro. Temendo per il loro re, gli ipaspisti, accalcandosi sulla stessa scala per salire in fretta, la spezzarono, provocando la caduta di quelli che stavano già salendo e rendendo impossibile agli altri la salita.
Stando in piedi sul muro, Alessandro era bersaglio dei colpi che partivano tutt’intorno dalle torri vicine, e anche da quelli che stavano in città, i quali non tiravano da lontano (da quella parte c’era un terrapieno, vicino al muro); e Alessandro era poi facilmente riconoscibile per lo splendore delle armi e lo straordinario coraggio. Ma egli comprese che, rimanendo dove era, avrebbe corso pericoli senza compiere nulla che fosse degno di memoria, mentra saltando all’interno del muro avrebbe potuto con questo gesto spaventare gli Indiani… con questi pensieri si gettò dal muro all’interno della cittadella. Lì appoggiatosi al muro, uccise a colpi di spada alcuni che avevano ingaggiato un corpo a corpo con lui, e lo stesso capo degli indiani che lo aveva assalito con audacia maggiore. Fermò un altro che si era accostato a lui, colpendolo con una pietra, e un altro ancora nello stesso modo; e un altro che si era spinto troppo vicino, uccise ancora con la spada. I barbari non volevano più accostarsi, ma stando tutti in cerchio attorno a lui cercavano di colpirlo.

Il seguito è presto detto. Altri soldati saltano dal muro e aiutano Alessandro. Alcuni vengono colpiti, fra cui Alessandro stesso da una freccia al petto. Il macedone perde i sensi e viene salvato solo quando i suoi soldati irrompono in città.

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La campagna indiana di Alessandro Magno. I Malli si trovavano tra i fiumi Acesine e Idraote.

Questo episodio è per certi versi simile allo scenario precedente e testimonia i pericoli cui si sottoponeva continuamente il re dei macedoni. La differenza è una ed è molto importante. L’Asia era già stata conquistata e l’esercito macedone era a migliaia di chilometri da casa. L’esercito avrebbe incontrato grosse difficoltà nel periplo di ritorno, acuite dalle lotte che si sarebbero scatenate tra i generali e i Compagni per la successione. Non è irrealistico pensare ad uno scenario in cui l’esercito macedone va incontro alla distruzione in India.

Cosa sarebbe accaduto a Babilonia, insomma nel cuore dell’impero appena conquistato? Probabilmente le lotte tra i successori di Alessandro sarebbero scoppiate con qualche anno di anticipo, con la differenza che avremmo avuto un’ellenizzazione meno forte e, forse, ribellioni delle popolazioni autoctone. Non solo: la Grecia si sarebbe di nuovo ribellata (come in effetti fece nel 322 a.C.).

4. Se Alessandro non fosse morto nel giugno del 323 a.C….?

Ed eccoci arrivati allo scenario più interessante. Mettiamo da parte la questione delle cause della morte di Alessandro (avvelenamento, malattia eccetera). Alessandro vive ed è in piena forma. Sappiamo della sua intenzione di conquistare ed esplorare l’Arabia. E’ difficile pensare che le tribù arabe dell’epoca avrebbero potuto opporre una qualche resistenza. Poco importa se la conquista dell’Arabia si sarebbe limitata alle coste e alle zone meno aride. Alessandro era probabilmente interessato a trovare un collegamento di mare tra l’estremo oriente del suo nuovo impero e l’Egitto.

Alessandro si sarebbe quindi volto ad occidente. Anche questo è molto probabile. La lotta tra i greci e i “barbari d’occidente” (etruschi, cartaginesi, celti, italici) era di antica data ed era molto sentita nel mondo greco. Tanto più che lo zio del nostro, Alessandro d’Epiro, era morto in combattimento in Italia nel 331 a.C.

La conquista sarebbe partita dall’Africa e da Cartagine. Motivazioni strategiche (distruggere l’unica altra potenza marittima del Mediterraneo) ed economiche (la ricchezza della città) lo consigliavano. Poi sarebbe finalmente toccato all’Italia. Partendo da sud, dove le città greche lo avrebbero senza dubbio acclamato loro signore, Alessandro avrebbe incontrato prima i sanniti (sfida molto difficile, in cui posso immaginare scontri sanguinosissimi e violenti con alcuni reparti dell’esercito di Alessandro, come i famosi agriani) e poi i romani. Il genio militare di Alessandro avrebbe sconfitto l’organizzazione manipolare (che si andava allora affermando) delle legioni romane? Ipotizzando una vittoria completa di Alessandro in campo aperto, il macedone non sarebbe stato prudente come Annibale dopo la battaglia di Canne. Nel caso di una vittoria romana, questi avrebbero forse iniziato con decenni di anticipo le proprie campagne imperialistiche, anche perchè non rallentati da Cartagine, già distrutta da Alessandro.

In sostanza è uno scontro che non ritengo affatto impari e che intendo analizzare più in dettaglio partendo dall’analisi che Tito Livio ne fa nel IX libro della Storia di Roma dalla sua fondazione.

Tuttavia, al di là delle ulteriori conquiste che il Macedone avrebbe realizzato, ritengo molto improbabile che il suo impero sarebbe stato in grado di sopravvivergli. L’unico scenario possibile per una sopravvivenza dell’impero vede, secondo me, un Alessandro vivo e in forze per molti altri decenni e in grado quindi di lasciare il potere ad un solo erede, da lui cresciuto e da lui legittimato come signore di un impero mondiale.


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7 pensieri su “[STORIA] Se Alessandro Magno… – Scenari ucronici

  1. Dopo avere letto l’articolo ti faccio i complimenti per l’analisi storica!
    Sono d’accordo su tutto, tranne sul fatto che Filippo fosse in grado di compiere la stessa impresa del figlio se non fosse morto.
    A differenza di Alessandro, Filippo é estremamente legato alla sua terra, nel senso fisico, non si sarebbe certamente spinto fino in India e non lo avrebbe permesso ai suoi generali. Non é assetato di potere e di conquista come il figlio, inoltre, l’età e il nuovo matrimonio lo avrebbero di certo “rammollito” dal punto di vista militare.
    Sono invece d’accordo sul fatto che la falange macedone fosse assai più forte delle truppe persiane.
    Tuttavia, Alessandro era strategicamente un genio.
    Le mosse di Gaugamela credo in pochi saprebbero eguagliarle

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    1. Dello scenario di Filippo a me incuriosisce anche come sarebbero state le opere d’arte (statue, mosaici eccetera) dedicate a lui e non al figlio, come il famoso mosaico di Pompei. Alessandro era di una bellezza giovanile e ideale, era “facile” rappresentarlo, Filippo era ovviamente più malandato. Concordo sull’aspetto militare, su cui in effetti mi stuzzicherebbe ritornare.

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  2. Stephen (Stefano)

    Complimenti per l’articolo ogni tanto piace anche a me,non così ben scritto, giocare con qualche what if..
    E mi piacerebbe leggerne tre
    Se Cesare non fosse morto
    Se Augusto non avesse sposato Livia, che ritengo una Delle origini della fine di Roma
    Se germanico non fosse morto

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    1. Grazie per i complimenti anzitutto!

      In effetti dopo Alessandro pensavo di parlare proprio di Cesare. Oltre all’ovvia domanda “se Cesare non fosse stato assassinato” altri quesiti come “cosa sarebbe accaduto se Cesare non fosse stato eletto pontefice massimo” o “se avesse perso ad Alesia” sono assolutamente interessanti.

      Germanico è una figura che mi interessa ma di cui onestamente devo leggere qualcosa prima di scriverci. Su Livia hai questo giudizio così negativo per le voci di aver fatto fuori gli altri eredi di Augusto?

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  3. Complimenti per l’analisi così dettagliata. Probabilmente sceglierò proprio Alessandro per la mia tesi, un personaggio affascinante per tanti versi, controverso ma innovatore. Anche il romanzo che hai postato mi è piaciuto un sacco. Che tu sappia ce ne sono altri di interessanti?

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