[RECENSIONE] Il guerriero di Roma. Fuoco a Oriente – Harry Sidebottom

 

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255 d.C., dopo un’egemonia durata secoli, l’Impero romano subisce una battuta d’arresto lungo il suo trionfale cammino: la sua autorità è minacciata ai confini orientali, dove una forza antagonista, l’Impero dei Sassanidi, si sta imponendo, distruggendo e conquistando territori e popolazioni limitrofi. Anche l’isolata e sperduta Arete rischia di subire la stessa sorte di altre città. Un uomo, simbolo del potere di Roma, è inviato sul posto per fermare gli eserciti invasori. Da solo, il guerriero più abile dell’Impero romano è chiamato a organizzare la resistenza e a confrontarsi con il nemico più duro e violento che abbia mai incontrato. Fuoco a Oriente è una storia di eroi pronti a tutto pur di dimostrare la propria lealtà, una storia di epico coraggio al centro di uno scontro brutale e sanguinoso. Ed è l’inizio di una saga indimenticabile.

Romanzo d’esordio di Harry Sidebottom. L’autore è un accademico inglese di chiara fama, esperto di storia romana antica e di storia militare. Sono lieto quindi di annunciare che l’autore è riuscito a mescolare una trama avvincente con un’ottima ricostruzione del periodo. La Storia (del III secolo d.C.) e la storia (dei personaggi) sono ottimamente miscelati.

La trama. Protagonista è Marco Clodio Balista, un barbaro (un anglo, per essere precisi) finito nell’Impero da adolescente e che da allora si è istruito, è cresciuto da romano, ha fatto carriera e si è sposato con un’aristocratica. Balista è un personaggio interessante perchè restituisce tutta la complessità di chi ha ricevuto due educazioni molto diverse. Nel corso della trama, inoltre, il nostro è messo continuamente in difficoltà: la missione che gli viene affidata è quasi suicida, la città che deve difendere non ha in simpatia i Romani ed è divisa in più fazioni, le truppe sono demoralizzate. Da subito aleggia il sospetto che al seguito della piccola spedizione ci siano dei frumentarii, gli agenti segreti imperiali.

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L’impero alla metà del III secolo, invaso da Goti e Persiani.

Accanto a Balista si muovono una serie di comprimari ben caratterizzati. Il segretario greco Demetrio, la guardia del corpo Massimo, il vecchio servo Calgaco e molti altri che costituiscono la familia del nostro. Ho apprezzato questo microcosmo perchè illumina un fatto che spesso non è reso: oggi per noi la famiglia è solitamente piccola, genitori, figli e qualche parente prossimo. Al tempo dei Romani, invece, la famiglia era costituita dall’insieme di uomini e donne (tra parenti, servitori e dipendenti anche decine se non centinaia di persone) che dipendevano per ogni cosa da un uomo, il pater familias.

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Episodio dell’assedio di Dura Europos (cui Sidebottom si è ispirato): i Romani intercettano la mina scavata dai Sassanidi sotto le mura, ma questi avvelenano il condotto con una rudimentale arma chimica. Illustrazione di Adam Hook.

Le prime settanta pagine del romanzo, costituite dal viaggio dall’Italia fino ad Arete, sulle rive dell’Eufrate, sono le più lente. Superate queste, però, il romanzo prende ritmo con la preparazione dell’assedio e l’assedio vero e proprio. Duecento pagine ricche di azioni, combattimenti, mosse e contromosse. Sidebottom, infatti, si è largamente ispirato al vero assedio militare che i Sassanidi condussero contro la città di Dura Europos (su cui Arete è modellata) in quegli anni. Le tecniche d’assedio sono descritte nei minimi dettagli e sono mostrate in azione: le macchine d’artiglieria dei Romani, la costruzione di una rampa d’assedio, le torri dei Sassanidi, i tunnel e i contro-tunnel, l’uso di gas velenosi, le sortite. Molti elementi sono ispirati alla storia del vero assedio di Dura-Europos. La cosa che più ho apprezzato è che l’autore ha saputo restituire il momento di “crisi” dell’Impero. I Romani non sono più i “più forti”, quelli che vincono ovunque: è un qualcosa che emerge bene dai pensieri di Balista, che è un romano ma è ancora “un po’ barbaro.” Unico difetto: alcune trame secondarie non mi hanno convinto più di tanto.

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Bella miniatura ispirata al nostro protagonista! Presa da qui.

Lo stile. Sidebottom mantiene un narratore esterno e cambia spesso punto di vista. Non si fa mai confusione, questa è la cosa più importante. Si può invece apprezzare il diverso punto di vista perchè riporta le voci dei diversi personaggi. Grande pregio è l’efficacia di Sidebottom nelle scene d’azioni. Il periodo, almeno nella traduzione italiana, è costituito da frasi secche e brevi. Ecco l’assalto dei Sassanidi alle porte della città:

La testa metallica dell’ariete si ritirò sotto la tartaruga, poi sbalzò fuori. L’intera guardina tremò. Lo schianto echeggiò lungo le mura. La porta era ancora in piedi. L’ariete si ritirò, poi colpì di nuovo. Un altro schianto assordante. Di nuovo la guardina fu scossa. La porta resisteva ancora, ma uno strano scricchiolio straziante indicava che non sarebbe durata a lungo. La schiena contro il parapetto, Balista guardava Antigono e un altro soldato guidare le altre due gru verso il bersaglio. Le rocce massicce dondolavano minacciose all’estremità delle catene, mentre passavano sopra la tartaruga. Un’occhiata reciproca e i due uomini diedero il segnale affinché le rocce venissero rilasciate. I raffi lasciarono cadere il loro carico contemporaneamente. Un battito del cuore, e subito ci uno schianto terrificante.

Infine, la nota storica posta dopo la fine del romanzo. Non una semplice paginetta, ma un vero proprio articolo di stampo quasi accademico in cui sono riportate tutte le fonti utilizzate e vengono spiegate le scelte effettuate. Per gli amanti della storia militare è il massimo che si possa desiderare.

Il romanzo è completato da splendide e dettagliate cartine che permettono di seguire l’azione molto bene.

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Il tunnel scavata dai Sassanidi nel vero assedio della città. Sidebottom ricostruisce con dovizia questo e altri episodi inserendoli nel contesto del romanzo.

Fuoco a Oriente è il primo romanzo della serie Il guerriero di Roma, giunta al settimo volume. Il secondo e il terzo romanzo, che arrivano fino alla tragica sconfitta di Valeriano e alla sua cattura, sono i migliori. Devo ringraziare la Newton&Compton per aver portato integralmente questa fantastica serie (e anche gli altri romanzi di Sidebottom dedicati all’imperatore Massimino il Trace) con pochissimo ritardo dalla data di pubblicazione originale. Cosa che non è affatto scontata considerando che, per esempio, alcuni romanzi della serie dedicata a Richard Sharpe di Bernard Cornwell, scrittore più famoso di Sidebottom, attende ancora di essere tradotta a decenni dalla sua uscita! Quindi, grazie Newton&Compton. Tra l’altro ebbi la fortuna di acquistare non il volume singolo, raffigurato sopra, ma la raccolta dei primi 4 volumi della serie. 1000 pagine in copertina rigida a meno di 10 euro. Non si può chiedere di più! Di nuovo, grazie Newton&Compton.

Dunque, a chi consiglio questo romanzo? A tutti gli amanti dei romanzi d’avventura e militari. Chi ha letto Bernard Cornwell, Simon Scarrow o Valerio Massimo Manfredi ed ama l’ambientazione tardo-romana deve assolutamente recuperare questo romanzo e i successivi (soprattutto il secondo e il terzo). Buona lettura!

VOTO: 4½ su 5


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