[SAGGIO] Pillole di storia antica – Costantino Andrea De Luca

43267355Si stima che dall’8.000 a.C. ad oggi siano esistite oltre cento miliardi di persone. Un numero mostruoso, che racchiude una crudele verità: ciò che attualmente sappiamo della storia umana è solo un minuscolo tassello di un mosaico forse perduto per sempre. In questo libro, suddiviso in 250 pillole di storia, viene dato spazio anche a coloro il cui nome non è mai andato di moda, agli emarginati la cui fama sembra perduta tra le pieghe del tempo. E oltre a loro, tra le pillole si trova davvero di tutto: da grandi avvenimenti epocali che cambiarono per sempre la storia dell’uomo, a piccoli aneddoti divertenti, da antiche massime filosofiche a malinconiche storie d’amore. La maggior parte dei contenuti riguarda il periodo antico, ma vi sono anche delle eccezioni medievali, moderne e contemporanee.

Oggi parliamo di un saggio breve di un autore giovane, Costantino Andrea De Luca, proprietario e autore della pagina Facebook Una pillola di storia antica al giorno.

Cosa troviamo nel libro? 250 pillole di storia. Testi brevi di qualche centinaio di parole che, come riportato in descrizione, vertono sui più svariati argomenti. Le pillole di storia greco-romana sono in maggioranza ma abbiamo anche una nutrita sezione sulla storia più antica e uno sguardo su quella più recente.

Il grande pregio del libro, che lo eleva dall’essere un semplice collage di post pubblicati su Facebook (ottimi post ma pur sempre disponibili gratuitamente) è la presenza, per ogni singola pillola, di un “approfondimento”, in cui è riportato un commento su certi aspetti della vicenda o del fatto appena narrati, sulla credibilità degli stessi e sull’attendibilità della fonte usata (plauso all’autore per avermi fatto scoprire la vicenda storiografica di Diodoro Siculo). Questo conferisce al libro una notevole profondità. Ogni pillola, grazie al suo approfondimento, apre un mondo che il lettore curioso può esplorare per conto suo. Personalmente ho capito che deve assolutamente acquistare alcuni libri di Mario Liverani, storico e archeologo italiano specialista del vicino Oriente. Questo è solo uno dei tanti esempi.

“I funerali di Timoleonte” di Giuseppe Sciuti. La vita e le imprese di Timoleonte, che liberò la Sicilia dai tiranni, sono una di quegli episodi storici che spesso finiscono ingiustamente dimenticati. 

Come esempio riporto una pillola che mi ha colpito:

62.
Nel V secolo a.C. la teoria anatomica predominante era il cardiocentrismo, ovvero l’idea che il cuore fosse l’organo fondamentale del corpo umano. Molti studiosi antichi ritenevano che la parte essenziale dell’anima, l’hegemonikon, risiedesse proprio nei pressi del cuore, e da lì donasse controllo sulle altre parti del corpo. Il medico Alcmeone di Crotone fu il primo ad opporsi a questa teoria, sostenendo che il vero organo fondamentale fosse il cervello. Il filosofo Teofrasto racconta:

Alcmenone dice che udiamo con le orecchie perché in esse è il vuoto: questo, dice, vibra, e cioè emette un suono con la cavità, e l’aria ripete la vibrazione. Gli odori li percepiamo col naso, conducendo al cervello l’aria mediante l’inspirazione. Distinguiamo i sapori con la lingua, perché essa essendo calda e molle, col calore disfa, e mediante la rarefazione dovuta alla sua morbidezza accoglie e distribuisce i sapori. L’occhio, dice, contiene fuoco, come è mostrato dal fatto che manda scintille quando è colpito. Vede dunque mediante la parte ignea e la parte trasparente, e tanto meglio vede quanto più è puro. Tutte le percezioni, dice, giungono al cervello e lì si accordano.

Per dimostrare la sua tesi il medico dovette avventurarsi in un’operazione tanto rivoluzionaria quanto profana: egli effettuò quella che è tuttora considerata la prima autopsia della storia. Tramite delle incisioni su alcuni corpi, sia animali che umani, Alcmeone si accorse che l’occhio è collegato al cervello da strutture retrostanti, che giudicò responsabili del passaggio dei dati. Oltre duemila anni fa Alcmeone di Crotone, a modo suo, aveva già compreso il funzionamento di un nervo ottico.

Approfondimenti:
Attualmente sappiamo che l’occhio contiene dei fotorecettori che quando vengono colpiti dalla luce esterna emanano determinati segnali bioelettrici, che a loro volta tramite il nervo ottico giungono al cervello che li trasforma in immagini a noi comprensibili. Non so se con l’espressione “manda scintille” Alcmeone volesse riferirsi ai segnali bioelettrici oppure se avesse semplicemente osservato dei riflessi dorati nell’occhio umano. Quello che so è che il concetto del cervello inteso come ricettore ed elaboratore dei segnali inviati dagli organi sensoriali era assolutamente rivoluzionario. Mi rendo conto di come attualmente questa idea risulti quasi scontata, ma provate ad immaginarvi di essere catapultati nel V secolo a.C. e di sapere poco o nulla del funzionamento del corpo umano. Come fareste ad opporvi alla quasi totalità della comunità scientifica e filosofica per sostenere l’importanza del cervello?

Una pillola, come si può vedere, che contiene un sè una miriade di informazioni, un riferimento bibliografico, un commento personale e soprattutto lo sforzo di contestualizzare il fatto storico e farcelo sentire più vicino, di immediata comprensione. Moltiplicate questo per 250 e avrete una vera e propria miniera di storia.

Plauso all’autore anche per aver saputo impostare le pillole in modo narrativamente interessante. La sensazione di “scoperta storica” e di “meraviglia” è restituita appieno. Del resto

L’unica mancanza dell’opera, a mio giudizio, è l’assenza di indici tematici. L’ordine delle pillole è cronologico. Sarebbe stato interessante proporre dei percorsi alternativi, indicando le pillole a tema militare, economico e sociale; oppure invitare il lettore a costruirsi un suo percorso, motivando il collegamento tra una pillola o l’altra (per certi versi questo libro mi ricorda Le città invisibili, romanzo di Italo Calvino scritto in modo da tale da poter esser letto nell’ordine di capitoli che si preferisce).

In chiusura, una sezione dedicate al what if: chi avrebbe vinto un ipotetico scontro tra una legione romana e un esercito spartano e poi tra una flotta ateniese e una cartaginese? Le considerazioni in merito, su tattiche e armamenti, sono precise.

In definitiva, a chi si rivolge quest’opera? Qui sta un altro pregio. Per la sua natura, l’opera si può rivolgere a chiunque, dal semplice appassionato allo studioso della materia. Una duttilità che ho apprezzato.


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