[SCRITTURA] Esercizi di punteggiatura

La letteratura agisce sulla mente del lettore. Essa ha lo scopo di produrre immagini, quando una certa cosa viene descritta, e fornire informazioni, quando essa viene raccontata. Virgole e punti hanno il compito di delimitare l’insieme di parole deputate a formare un’immagine o fornire un’informazione. La frequenza e l’uso della punteggiatura, inoltre, determinano il ritmo delle immagini/informazioni. Di solito una scena d’azione deve essere costruita con un “buon ritmo”, mentre la descrizione di un paesaggio richiede più “lentezza”. Non sempre è così, ovviamente. Pensate alla differenza tra un mare calmo e placido e un mare in tempesta. Sono due situazioni la cui descrizione richiede un uso differente della punteggiatura.

Potremmo fare un lungo discorso su come utilizzare ogni elemento della punteggiatura ma preferisco, per ora, essere più pratico. Facciamo un gioco, un esercizio di stile. Prendiamo un testo che sbaglia nell’uso della punteggiatura e correggiamolo.

Ecco ciò che ho trovato a pagina 202 de Lo scudo di Talos di Valerio Massimo Manfredi (recensione qui), un disastro stilistico ancor più evidenziato dall’apparire come incipit di un capitolo.

Da Bisanzio l’armata di Pausanias, appoggiata dalla flotta che incrociava lungo il Chersoneso tracico si diede ad occupare tutti i territori a settentrione e a oriente del Monte Sacro fino ai campi di Salmidessos per oltre tre anni di campagna alle quali Kleidemos prese parte sempre agli ordini del Re anche quando gli Ateniesi e gli alleati avocarono a sé il comando delle forze navali.

Questo è l’orrore: sessantacinque parole (ses-san-ta-cin-que) e una virgola! Provate a leggerlo a voce alta, senza pause così come indica il testo. E’ impossibile. Io sono arrivato a “gli ordini del Re” con un filo di voce e sono stramazzato. Nel romanzo ci sono un’altra mezza dozzina di errori di questo tipo.

Propongo una prima correzione. Il contenuto dell’autore rimane lo stesso ma la forma cambia radicalmente.

Da Bisanzio l’armata di Pausanias, appoggiata dalla flotta che incrociava lungo il Chersoneso tracico, si diede ad occupare tutti i territori a settentrione e a oriente del Monte Sacro fino ai campi di Salmidessos. Kleidemos prese parte alla campagna per oltre tre anni e rimase agli ordini del re anche quando gli Ateniesi e gli alleati avocarono a sé il comando delle forze navali.

Meglio. Le informazioni contenute nel capoverso iniziale erano due: cosa fa l’armata del re Pausanias e cosa fa il nostro protagonista, Kleidemos, in relazione a questo. Due informazioni, quindi, che non venivano separate da un punto bensì collegate da un brutto “alle quali”.

Cosacchi
I cosacchi dello Zaporož’e scrivono una lettera al sultano Mehmet IV di Turchia. Quando scrivevano al sultano turco i cosacchi puntavano poco sulla punteggiatura e molto di più sugli insulti. Se fossi cosacco lo farei anch’io!

Ecco una seconda correzione che reinterpreta leggermente il testo.

L’armata di Pausanias, appoggiata dalla flotta che incrociava lungo il Chersoneso tracico, occupò tutti i territori a nord e a est del Monte Sacro. In tre anni di campagna giunse fino ai campi di Salmidessos. Kleidemos rimase agli ordini del re anche quando gli Ateniesi e gli alleati avocarono a sé il comando delle forze navali.

Vediamo i cambiamenti. Quel “si diede ad occupare” è ridondante. Cosa fa l’armata? Occupa. E allora scriviamolo direttamente, perdio! Compaiono adesso due punti. La scelta è soggettiva. Il punto dopo “Monte Sacro” può essere un punto e virgola, in entrambi i casi non si tratta di un grosso cambiamento. Il punto e virgola sfuma la separazione netta rappresentata dal punto. Sono raffinatezze.
E’ sparito quel “da Bisanzio”. Anche qui la scelta è soggettiva. Se l’informazione è importante allora ha diritto ad una sua frase. Potevamo scrivere anche così:

L’armata di Pausanias partì da Bisanzio e, appoggiata dalla flotta che incrociava lungo il Chersoneso tracico, occupò tutti i territori…

Facciamo adesso un secondo esempio. Manfredi sbagliava per lo scarso uso della punteggiatura. Vediamo invece un autore che ne fa un uso eccessivo! Prendo Guido Cervo a pagina 272 de L’onore di Roma.

Seduta all’ombra di una grande noce, poco lontano da un casotto diroccato di pastori, Viturga contemplava suo figlio. Le mani intrecciate intorno alle ginocchia, si godeva quel momento di serenità. Fra poco avrebbero dovuto rientrare: grandi ammassi di nuvole grigie avanzavano rapidi da occidente e a tratti nascondevano il sole, che pure aveva dominato la giornata fino a poco prima. Le tonalità del paesaggio mutavano perciò continuamente: ora la valle risplendeva dei colori autunnali, ora un velo d’ombra si stendeva qua e là sulle severe abetaie e sui prati degli alpeggi, come pure, più in basso, sulle faggete rugginose o sul giallo e scarlatto dei macchioni di aceri, attraverso i quali il torrente, rilucente di riflessi d’argento, correva schiumando verso la pianura.

Questo è un uso corretto della punteggiatura perché coerente con l’intento del brano. E’ la descrizione di un paesaggio placido, dove l’unico elemento dinamico è rappresentato dalle nuvole grigie in arrivo. Nella prima parte, fino a “poco prima” il numero di punti è nella media. Il ritmo stesso, quindi, è medio. Nella seconda, dopo “le tonalità del paesaggio…” i punti spariscono, sostituiti dalle virgole. E’ una scelta importante. Le varie frasi sono tutte collegate e fanno parte della descrizione della stessa cosa, il paesaggio. Provate a leggere a voce alta: il ritmo è lento. Si ha il tempo di soffermarsi su ogni elemento del paesaggio.
Voglio precisare che il brano contiene piccoli errori di altro tipo; la punteggiatura però è ben usata.

Vediamo un terzo esempio, sempre dallo stesso romanzo. Una scena di combattimento da pagina 388. Il soggetto è Valerio, uno dei protagonisti del romanzo.

Davanti a lui, ormai, i nemici fuggivano, frustando i cavalli e voltandosi con terrore a verificare la distanza dagli inseguitori. Concentrato solo sul suo obbiettivo, certo della vittoria ormai a portata di mano, non si accorse del sassone che, sulla destra, veniva diagonalmente verso di lui levando il braccio armato di un giavellotto, non vide l’arma volargli contro. Percepì soltanto, sotto di sé, una specie di tonfo nel fianco del cavallo, e subito sentì il nitrito di dolore dell’animale. Seguì un pauroso sbandamento, che gli concesse solo il tempo di balzare giù dalla sella alla meno peggio, e poi la caduta nella sterpaglia. Lasciando istintivamente l’insegna, rovinò sulla terra dura e ostile, odorosa d’umidità.

Si capisce bene cosa accade. Valerio è slanciato alla carica quando d’improvviso viene colpito e sbalzato giù. Il problema è che ci sono troppe virgole per una scena d’azione, dinamica, frenetica. Nella prima riga ci sono tre virgole dopo le prime sette parole! Cervo, ahinoi, ha una predilezione per racchiudere degli incisi tra due virgole. Ormai, sulla destra, sotto di sé. Sono tutti rallentamenti dell’azione. Proviamo a riscrivere il brano.

I nemici fuggivano. Frustavano i cavalli e si voltavano con terrore per verificare la distanza dagli inseguitori. Concentrato solo sul suo obbiettivo, certo della vittoria ormai a portata di mano, non si accorse del sassone che dalla destra veniva verso di lui armato di giavellotto. Non vide l’arma volargli contro. Percepì soltanto un tonfo nel fianco del cavallo e sentì il nitrito dell’animale. Seguì un pauroso sbandamento che gli concesse solo il tempo di balzare giù dalla sella alla meno peggio. Cadde nella sterpaglia, lasciò istintivamente l’insegna, rovinò sulla terra dura e ostile, che odorava d’umidità.

Giudicate voi se la mia riscrittura, che si è limitata a disporre meglio la punteggiatura senza correggere altri errori, è più rapida o no della versione originale. La rapidità è necessaria in questo brano perché rapido è ciò che si sta descrivendo: una scena di battaglia.

Se volete, potete esercitarvi con i brani che ho proposto e postare la correzione nei commenti, qui o sul post di Facebook. Vi do un consiglio. Quando leggete e provate una sensazione di “qualcosa non funziona in questa frase”, fermatevi, controllate la punteggiatura e… provate a correggerla, come ho fatto io.

Se il tema suscita interesse, scriverò un articolo “generalista” sulla punteggiatura, riprendendo quanto detto in incipit: la letteratura veicola nella mente del lettore immagini ed informazioni; la punteggiatura delimita le parole deputate a ciò e ne determina il ritmo.

Buona lettura!

2 pensieri su “[SCRITTURA] Esercizi di punteggiatura

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